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Esistono
in Italia tanti luoghi che se si trovassero in altre parti d'Europa sarebbero
oggetto di lunghi soggiorni ed entusiasti reportsages, mentre da noi sono
soltanto meta di un turismo pendolare distruttivo e poco redditizio. La
Valnerina appartiene a questa categoria. I più le dedicano
soltanto una fuggevole occhiata di passaggio, limitata spesso alla sola
cascata delle Marmore, secondo il classico modello "mordi e
fuggi", di massimo impatto e minimo rendimento. Noi invece suggeriamo
un soggiorno lungo e approfondito. |
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Le Marmore e dintorniDove
sostare. Oltre ai parcheggi bassi, ampi e tranquilli (ma idonei
solo ad una breve visita di passaggio), il lago di Piediluco,
vicinissimo al belvedere superiore delle cascate, è senza dubbio
la base più idonea per visitare con calma le Marmore e i
dintorni. Nella zona si trovano due campeggi ben posizionati, ma
ancora più funzionali per una vacanza in camper sono i vasti parcheggi
sul lago ad est del paese. Si trovano nei pressi di una base nautica usata
per le gare di canottaggio, di alcune aree attrezzate gratuite e di una
grande piscina panoramica. La balneazione è teoricamente proibita
ma di fatto praticabile, tanto più se si dispone di una imbarcazione
(propria o in affitto) e si va a cercare il proprio angolino lungo le
frastagliate sponde del lago. Successivamente si può visitare il vicino borgo di Labro, che, arroccato su di un colle, domina il lago da oriente, ma soprattutto effettuare in bici il giro panoramico del lago. Il percorso (in senso antiorario) attraversa il borgo di Piediluco (dove non si entra sempre in macchina) permettendo di visitarne gli angoli pittoreschi, si porta poi sulla costa occidentale, e poco dopo il bivio che immette in una galleria e nella superstrada per Rieti, rasenta un bellissimo laghetto, quasi invisibile sulle carte. Se siete in camper avreste problemi di parcheggio, mentre in bici potrete facilmente scendere sulla riva erbosa e rinfrescarvi nelle acque limpidissime, circondate da canneti, godendovi questa oasi di pace e di frescura tanto facile da raggiungere quanto inaspettata. S |
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Borghi e valloni centraliDove sostare Scheggino si può considerare il baricentro del turismo pleinair in Valnerina. Si trova al centro del tratto meglio attrezzato del corso (e del parco fluviale) del Nera, quello cioè che va da Ferentillo a Castel S. Felice, e per giunta nella zona più suggestiva e fruibile del parco naturale regionale del monte Coscerno. Il borgo, ben ristrutturato, si trova all'imbocco di un vallone laterale che penetra nella zona più bella del parco naturale, quella cioè compresa tra le cime del m. Coscerno (1685 m.) e del m. Civitella (1565 m.). Una strada penetra nel vallone solo per un paio di chilometri, dopo di che diviene sentiero, fino a raggiungere il pittoresco
villaggio di Caso, dove va
ad unirsi alla strada che scavalca la montagna. Lungo il breve tratto di
strada carrabile si trovavano un magnifico parcheggio adiacente al
paese, un parco pubblico con vasche di allevamento e pesca delle trote,
una bella area picnic, una piscina funzionante e un campeggio
in fase di riapertura, oltre ad un campo da tennis anch'esso in fase di
recupero. La gestione delle strutture è affidata alla stessa società
che cura le attività, e questo è motivo di grande interesse
per il pleinair. Si tratta della società Pangea, il cui centro direzionale
è ben visibile all'ingresso del paese, in una bella area erbosa sulle
rive del fiume, dove ci si può bagnare, si può prendere il
sole e si organizzano le attività.
Cosa fare. Il Nera è un fiume ideale per il divertimento. Corrente sempre veloce, acque ovunque poco profonde, tracciato né rettilineo ma neppure troppo tortuoso e sponde lussureggianti garantiscono una navigazione divertente, sportiva e senza pericoli e la possibilità di esercitare anche altre attività acquatiche. Le montagne offrono poi molte possibilità di escursioni per tutti i gusti. Gli antichi borghi vicini sono tutti di grande interesse. Tra le attività possibili con base a Scheggino elenchiamo per prime le attività organizzate da Pangea e successivamente quelle praticabili autonomamente. Discesa
in gommone (Pangea). L'offerta base si sviluppa sui 5 chilometri
tra Castel S. Felice e Scheggino. L'escursione prevede Idrotrekking (Pangea). Il fiume si può anche discendere a piedi, con intervalli di scivolamento lungo la corrente, eventualmente lasciandosi andare in "trenino". Questo tipo di escursioni, che non richiede alcuna abilità ma solo un po' di attrezzatura, piace sempre di più. Hiking (Pangea). Le montagne circostanti possiedono valori paesistici e naturalistici rari e peculiari, ma non ancora una rete di sentieri adeguata. Escursioni facili con guida (hiking) sono un'altra offerta Pangea che presenta diverse varianti. Percorsi in bicicletta. Per ora si tratta solo di proposte non formali, ma i luoghi si prestano in maniera particolare, e conviene approfittarne.
San
Pietro in Valle. Il complesso monastico è stato trasformato
in albergo di lusso e sede di cerimonie Gli
antichi borghi. La presenza di borghi medievali perfettamente restaurati
è notevolissima in Umbria. Qui ce ne sono di veramente pregevoli
e quasi sconosciuti. In genere si trovano abbarbicati su di un colle,
e sono caratterizzati da stradine lastricate di mattoni o a scale, dove
l'intromissione delle macchine è Esplorare
la montagna. Delle strade che attraversano il comprensorio la più
interessante è senza dubbio quella che parte da S. Anatolia e giunge
a Monteleone. Ed è
l'unica già turisticamente fruibile, per la presenza di tre punti
di riferimento. Il primo è costituito dal villaggio di Caso,
una manciata di case ristrutturate, con una splendida vista sul vallone
e sulla montagna, che si può apprezzare particolarmente nelle ore
del tardo pomeriggio. Vale una sosta (facile anche il parcheggio) e magari
una digressione lungo le stradine che scendono in fondo al vallone e lo
risalgono tra boschi e campi coltivati. Il secondo punto notevole è
il paese di Gavelli, che in sé non dice molto, ma dalle
cui vicinanze parte il sentiero 14 che porta (procedendo anche a vista)
sulla cima arrotondata del m. Coscerno. Una molto bella area picnic
si trova infine poco prima del valico, nei pressi di uno stagno: si segnala
per la sosta pe |
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L'altro versante |
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Una
volta raggiunte le alte quote del monte Coscerno conviene esplorare
anche il versante opposto, dove troviamo un Mon La
Vallonina e il Terminillo.
Splendida, intatta e fruibile per la presenza di belle distese prative,
la Vallonina mostra il Terminillo
dal lato di gran lunga più spettacolare. La vetta spicca isolata
e aguzza con aspre pareti rocciose, circondata da un sistema di creste
tondeggianti ricoperte da morbidi prati che creano un lungo, continuo
belvedere su panorami infiniti. Dal valico di Forcella di Leonessa
(1901 m.) resta da superare a piedi (meno di un'ora) un dislivello
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