SICILIA PER OGNI STAGIONE

Sicilia Masters ItaliaGli "ecosistemi turistici" si stanno omologando: Luoghi, riti e attori tendono ad appiattirsi dentro un copione uguale dappertutto. E la reazione più comune è la ricerca sempre più difficile di qualcosa di autentico, che si orienta istintivamente sui territori più inaccessibili e meno "modernizzati". Ma spesso territori del genere non sono né lontani né inospitali, come la Sicilia, della quale proponiamo quattro itinerari di scoperta. Questi itinerari includono luoghi noti e frequentati (di cui non parleremo, perché su di essi già si sa tutto) e località (di cui riportiamo la descrizione) spesso trascurate, o mal conosciute, o addirittura del tutto ignorate dal turismo di massa, eppure infinitamente più preziose di tante località lontane per raggiungere le quali si impegnano tempo, fatica e denaro molto maggiori.
 
 

4 ITINERARI DI SCOPERTA

 

 
 

LE ZONE COSTIERE

Come arrivare. Il traghetto Napoli - Palermo è il mezzo migliore per arrivare in Sicilia: viaggia solo di notte, è confortevole, e ci evita la tortura del lungo viaggio via terra, con le code per lavori in corso e le attese davanti ai traghetti per superare lo stretto. Ma non appena sbarcati si deve affrontare l'impatto con i problemi tipici di una metropoli come questa. Il traffico è infatti tale che l'idea di girare per la città in auto, e peggio ancora in camper, va deposta immediatamente. E occorre trovare subito un luogo per la sosta.

Come visitare Palermo. Alcune zone, come il porto e i dintorni, non sono né tranquille né sicure, ma non mancano quelle che invece lo sono: tra queste c'è Mondello, che è anche facilmente raggiungibile, dotato di spazi idonei, e ancor migliore come base di partenza per usare il mezzo pubblico. Per raggiungere Mondello si segue il lungomare e si attraversa il parco della Favorita, dove si trovano i segnali. Arrivati alla piazzetta basta seguire le indicazioni per i parcheggi, che sono grandi, su tre piani, tranquilli (consiglio quello più alto, adiacente alle villette), e con ampi spazi disponibili, salvo che nelle serate dei giorni festivi (ma nella notte spazi e tranquillità sono di nuovo assicurati). La piazzetta di Mondello è una di quelle che fanno la delizia dei pittori, con la vista sul monte Pellegrino, il porticciolo, la spiaggia, e i classici caffè. Ma la cosa più interessante è che a poca distanza si trova il capolinea del bus 806: questo, correndo sempre su corsie preferenziali, arriva in una ventina di minuti nella centralissima piazza Politeama. E non è questo il solo vantaggio che presenta questa posizione: infatti accanto al capolinea si trova un cancello, oltre il quale le macchine non possono andare se non pagando un pedaggio di almeno 5 € (il doppio per i camper), mentre pedoni e ciclisti entrano quasi gratis. Dal cancello parte un sentiero lungo circa 3 chilometri che corre lungo le pendici del monte Gallo, sempre sul mare. Si tratta di uno dei tratti di costa più belli dell'isola, quasi totalmente vergine (le sole presenze umane sono un faro e un cantiere nautico), dove si possono trascorrere (soprattutto nei giorni non festivi) lunghe ore immersi nella natura e nelle acque cristalline, pur trovandosi all'interno dell'area urbana. Palermo è caratterizzata da preziosissimi monumenti, immersi in un tessuto urbano caotico e fortemente degradato e quindi è consigliabile visitarla con comodo a piedi e con i mezzi pubblici, sfruttando il sito di Mondello per rilassarsi sulla splendida costa di monte Gallo prima o dopo la quotidiana visita alla città.

Primo itinerario: l'entroterra di Palermo e le Madonie

Il nostro itinerario parte da Palermo, supera Cefalù (troppo nota per parlarne) e arriva a toccare i monti Nebrodi. Da qui rientra toccando una serie di paesi preziosi e quasi sconosciuti, attraversando il parco delle Madonie.

Mistretta. Abbandonando la costa a S. Stefano di Camastra si raggiunge questo grosso borgo dai nobili edifici in calda pietra rossa, solo in parte ricoperti da maldestre intonacature. Anche qui colpisce l'atmosfera vivace, così rara nei paesi montani del continente e così frequente in Sicilia. Un bel sentiero attrezzato conduce alle rovine della rocca sulla cima erbosa di un colle che domina la città e un panorama immenso.

Sperlinga, CastelloSperlinga. Da Mistretta si procede verso Nicosia attraversando paesaggi caratterizzati da grandi spazi. Sperlinga, interno del CastelloNicosia (che avendo tempo meriterebbe anche una visita) può essere evitata tramite una bretella che permette di raggiungere facilmente Sperlinga, uno dei borghi più singolari e interessanti di tutta l'isola. La sua caratteristica peculiare sta nel fatto che la gran parte delle abitazioni erano in origine ricavate direttamente nella roccia. Successivamente le vecchie case rupestri sono state in parte ristrutturate per abitarle, talora applicando una facciata in muratura con porte e finestre, e in parte adibite a depositi o ricoveri per gli animali. Un sentiero attrezzato permette di osservare un campionario scelto di tutto questo. Ma la cosa più interessante sta nel maestoso inespugnabile castello (fu l'ultimo baluardo dei francesi al tempo della rivolta dei Vespri), per metà scavato nella roccia e per metà completato mediante strutture murarie perfettamente integrate nella roccia stessa. La spettacolare fortezza culmina in un terrazzo belvedere al quale si accede tramite una scalinata ed una porta monumentale: porta, scale e terrazzo sono ricavati nella pietra viva. Negli ambienti interni la ingegnosità con la quale si sono accoppiate strutture posticce e roccia fa spettacolo in ogni punto. Il castello è ben visitabile grazie al restauro ed alla manutenzione curata da un gruppo di giovani. Ai piedi del castello un ampio parcheggio ospita i camperisti in genere solo siciliani.

Gangi. Rientrando da Sperlinga verso Ovest si arriva rapidamente a Gangi, che colpisce il visitatore per il suo aspetto singolare. Le case infatti ricoprono totalmente un colle dalla forma tondeggiante come la panna che ricopre una torta. La parte più bella (con pretenziosi palazzi e la notevole cattedrale) si trova in cima, ma la fatica della salita è compensata dal fatto che le strade strette, in forte pendenza, e spesso a scale, sono di inaccessibili ai mezzi a motore. A poca distanza da Gangi può essere di un certo interesse una antica fattoria baronale oggi adattata ad accoglienza agrituristica (del tipo più raffinato): si chiama "Gangivecchio" e se ne possono visitare gli ambienti esterni, allietati dal verde e da acque abbondanti.. Il comodo parcheggio può essere utile per una sosta Petralia Soprananotturna.

Le Petralie. Petralia Soprana è un gioiello, il cui aspetto è rimasto pressoché intatto nella veste normanno - barocca a causa delle emigrazioni che ne hanno bloccato lo sviluppo. Magnifica è la piazzetta con la chiesa madre, belle le linee architettoniche attorno al palazzo comunale, notevole la chiesa barocca che si trova in cima al paese, dietro alla quale si raggiunge un cocuzzolo panoramico, con scorci mirabili sul borgo e sulle montagne. Meno panoramica ma altrettanto interessante Petralia Sottana, Piano della Battaglianotevole soprattutto per le sue due chiese.

Piano Battaglia. Dalle Petralie si può accedere facilmente a questa magnifica conca, adagiata ai piedi del Pizzo Carbonara e del Pizzo Antenna Grande, che con i loro quasi 2000 metri di altezza costituiscono le montagne più alte dell'isola dopo l'Etna. Le modeste strutture create per lo sci disturbano poco l'aspetto dei luoghi, che nella veste di inizio estate è particolarmente attraente. Nella conca c'è posto in abbondanza per una sosta in piena natura, e da lì partono numerosi sentieri che si arrampicano sulle pendici delle montagne e permettono di raggiungere senza troppa fatica degli ottimi punti panoramici. Si tratta di viottoli creati ad uso dei pastori o dei servizi per lo sci, comunque utili nella circostanza.

Monte dei CerviRiserva del Monte dei Cervi. La passeggiata più bella e facile della zona, e forse di tutto il gruppo delle Madonie, non parte dal Piano Battaglia. Le cime più alte infatti, se viste da questo lato sembrano più delle grandi colline che delle vere montagne. Per avere le immagini migliori occorre allora spostarsi di pochissimi chilometri seguendo le indicazioni per Palermo e Cefalù. Si arriva così al passo "Portella Colla" (non riportato sulle carte) a 1428 m di quota. Da lì un viottolo sterrato punta verso occidente e precisamente verso il vicino e molto spettacolare Monte dei Cervi. Poco dopo ci sono un cancello che sbarra il passaggio alle auto, una scaletta che consente il passaggio ai pedoni, e un cartello che indica la presenza di una riserva naturale. La passeggiata, facile e bellissima, introduce in un ambiente di incontaminata bellezza. Panorami immensi, verde intensissimo, fioriture di ogni colore da tutte le Bosco Ficuzzaparti, le spettacolari pareti rocciose che incombono da vicino e una vista molto bella sui" Pizzi" più alti formano un quadro entusiasmante. Si arriva così in circa un'ora di facilissima camminata (volendo si può fare anche in mountain bike) ad una stupenda conca, dove la strada finisce e si può spaziare a volontà.

L'entroterra corleonese: Bosco Ficuzza e Rocca Busambra. Corleone non ha una buona fama, ma proprio per questo ha suscitato negli ultimi tempi la curiosità del turismo. Si tratta di una terra Rocca Busambranaturalmente ricca, dove l'acqua abbonda e i terreni sono fertili, e dove troviamo alcuni dei luoghi più belli dell'entroterra siciliano. La strada che porta al piccolo paese di Ficuzza mostra ampi scorci della bellezza dei luoghi. Man mano che ci si avvicina il verde si fa più intenso ed il paesaggio è dominato sempre di più dalle ripide e spettacolari pareti della Rocca Busambra. Sotto le rocce sorge il villaggio, attorno allo splendido palazzo reale borbonico. L'ambiente è molto accogliente, ma qui arrivano solo amanti della natura selezionati, dall'Italia e dall'estero. Una strada prima asfaltata e poi sterrata ma comunque molto comoda sale verso la bellissima e lussureggiante foresta, resa fruibile da una fitta rete di sentieri e da belle radure. Molti sono i punti panoramici e il verde si estende a perdita d'occhio. I segnali indicano la presenza di un rifugio, denominato "monte Cucco", raggiungibile dopo la fine dell'asfalto attraverso un paio di chilometri di facile sterrato. Da lì in poi lo sterrato è sempre più sconnesso, fino ad un valico stupendamente panoramico, dal quale parte il percorso che sale sulla cresta.

Secondo itinerario:Attraverso la Sicilia Occidentale

Una delle strade più belle della Sicilia interna è senza dubbio la superstrada 624 che unisce Palermo a Sciacca affiancando la fertile valle del Belice. E' questo uno dei motivi per cui partendo ancora da Palermo suggerisco di visitare la Sicilia occidentale prendendola dal basso.

Valle del Belice. La strada attraversa estesi e ben curati vigneti e paesaggi dolcissimi che trasmettono una idea di ordine e serenità assai diversa dalla immagine truce connessa al nome di alcuni paesi che si incontrano. Si possono trovare vini ad un ottimo rapporto prezzo - qualità. Nei pressi di Salaparuta si trova Gibellina, distrutta dal terremoto. Ne è stato ricavato il famoso "cretto": l'abitato morto è stato sepolto come un essere umano dentro una bara di cemento bianco che, come una statua funebre, mostra la struttura che aveva da vivo. Chi è interessato a queste cose dovrà però superare l'indignazione per il vergognoso stato di abbandono in cui versa, assieme alle strutture che avrebbero dovuto fare del posto una attrazione turistica. Più edificante la deviazione che si può effettuare all'altezza di S. Margherita, fino a delle terme che si trovano poco più in là di Montevago in un ambiente ameno immerso nel verde, con una piscina di acqua calda molto frequentata dai siciliani nelle stagioni fredde, e che in una stagione fresca può esercitare un valido richiamo anche per il turista itinerante.

Porto Palo. Abbandonando la superstrada per Sciacca all'uscita di Sambuca si arriva rapidamente a Menfi e di qui al bel porticciolo di Porto Palo. In bassa stagione si tratta di un posticino delizioso, dove però non si trova nulla, in alta stagione si ha la situazione opposta.

Foci del Belice. Poco ad ovest di Porto Palo c'è questo un angolo di natura ancora intatto e protetto. La riserva è accessibile da entrambe le sponde. Sul lato orientale basta seguire le indicazioni per "Paradise beach hotel". Accanto all'albergo si trova un comodo parcheggio con l'ingresso pedonale alla piccola riserva, libero. Sul lato occidentale si ha una situazione analoga. La riserva si percorre comodamente a piedi da un capo all'altro, e in bassa stagione, quando i fiumi sono ancora ben gonfi, offre sia il piacere di un bagno di mare su di una spiaggia ancora intatta che quello di una rinfrescata in acqua dolce nelle acque ancora pulite del fiume.

Cave di Cusa. Di Selinunte poco si può dire di più di quanto si trova su tutte le guide. Meno noto è invece un sito che si trova a circa 15 km verso occidente, e indicato come "Rocche di Cusa" o "Cave di Cusa". Si tratta di una piattaforma calcarea con belle praterie, macchia, grandi massi e pareti rocciose che emergono un po' dovunque, e che fornivano il materiale per i templi di Selinunte. Le grandiose colonne venivano scavate sul posto in blocchi di peso e dimensioni immani e poi estratte e trasportate a Selinunte. Di ciò resta traccia visibile. Infatti alcuni tTorretta Granitolaratti di colonna sono ancora lì che aspettano (invano) che qualcuno le estragga e le porti a destinazione (mezzi e tempi di trasporto di allora sono un mistero). La presenza di un comodo parcheggio invita a sostare proprio qui. Il posto si raggiunge da Selinunte seguendo le indicazioni per Campobello e deviando sulla sinistra non appena superato il paese.

La punta occidentale. Il mare più vicino che si trova a questo punto è quello di Tre Fontane. Non vi fate ingannare dalle carte, che mostrano un tratto di costa intatto e un territorio disabitato dal nome di "Bresciana". In realtà si tratta di una immane lottizzazione che non lascia spazi liberi né sul mare né all'interno, il cui vero nome è Triscina. Ma fortunatamente il brutto finisce lì, e la situazione cambia radicalmente in meglio dopo il vicino Capo Granitola.

Capo Granitola. Il tratto di mare che va da Capo Granitola a Mazara del Vallo è pregevole e in buono stato, soprattutto vicino al villaggio di Torretta Granitola, che fuori stagione è un punto di sosta ideale: si trovano acqua, parcheggio e approvvigionamenti. In alta stagione la tolleranza per i camper in sosta libera è minore. La posizione migliore è però a poche centinaia di metri dal paese in direzione di Mazara nei pressi di un punto di ristoro solo estivo. La scogliera è bellissima, i panorami sono entusiasmanti, il mare è cristallino e la tranquillità è assoluta.

Mazara del Vallo. Ecco una cittadina che se fosse ben tenuta avrebbe non pochi motivi di interesse: il colore vivo del porto peschereccio, le architetture barocche, il bel centro storico e gli ampi spazi che si trovano sul lungomare che conduce al porto. Ma lo stato di manutenzione è molto scadente e il traffico incontrollato fa il resto.

Saline di MarsalaMarsala. Entrando a Marsala si ha la sensazione di trovarsi non in Sicilia ma in Svizzera. Il centro storico è mantenuto in maniera perfetta, ed è interamente libero non solo dalle auto ma tra poco, pare, anche dai motorini. Ad ogni angolo sono posti cartelli illustrativi chiari ed accattivanti che Saline di Marsalaguidano il visitatore come meglio non si potrebbe, e dovunque si percepisce una piacevole sensazione di serenità, anche negli atteggiamenti della gente. Nei pressi della bella piazza centrale è stato restaurato il convento di S. Pietro che ora è sede di un interessantissimo museo garibaldino (dove l'epopea eroica dei mille si può rivivere al di fuori di ogni retorica), e di biblioteca, ludoteca e museo archeologico. Proveniendo da Mazara e prima di raggiungere il centro storico, c'è poi da segnalare l'arioso lungomare ornato di palme, che presenta due spunti di interesse non trascurabili: le rovine della "insula romana" e i "bagli". Particolarmente interessanti questi ultimi, e tra essi lo storico Baglio Florio, primo ed ancora attuale luogo di produzione del marsala, industria e museo nello stesso tempo.

Mozia e le saline. Si trovano nello stesso posto poco a nord di Marsala, e la visita può essere combinata accoppiando interessi di vario genere in maniera piacevolissima. Presso l'imbarcadero per Mozia si trovano infatti posti ottimi per la sosta, ed in particolare il Moziaparcheggio (custodito a pagamento) di un ristorante in posizione tranquilla e defilata accanto ad un vigneto. Inoltre presso le saline c'è un servizio di affitto canoe che consente di raggiungere l'isola di Mozia con questo mezzo, estendendo poi la visita alla riserva dello Stagnone. Si incomincia con la visita alle Saline ed ai mulini a vento, che offrono tra l'altro un colpo d'occhio tra i più suggestivi, ed arricchiscono la nostra cultura circa questo elemento "povero" che costituisce ancora oggi la base di molte economie, e più ancora la costituiva i passato. Poi si prende la canoa e si sbarca a Mozia, magari entrando proprio nell'antico porto fenicio, nei pressi dell'area archeologicamente più ricca e interessante. Qui potrete ancora una volta ammirare la sagace presentazione al pubblico che facilita la comprensione e lo svolgimento della visita. Con un po' di sforzo si può riuscire anche a trovare la famosa strada sottomarina, che consentiva ai carri di raggiungere l'isola a guado.

Riserva dello Zingaro. Superati il notissimo paese di Erice e la arcinota piana di Castelluzzo (ma non mancate una sosta sotto il Monte Cofanomonte Cofano, altra riserva marina e montana di eccezionale valore), e di capo S. Vito questa stupenda riserva è il fiore all'occhiello dell'ambientalismo siciliano, perché da un lato è il risultato di una lotta pluriennale contro la speculazione e la stradomania, e dall'altro è un esempio di come un vincolo di tutela non sia necessariamente sinonimo di "natura - museo", ma possa essere la base per offrire alla popolazione una opportunità di vacanza che nessun'altra "valorizzazione" potrà mai offrire. Sono stati creati chilometri di sentieri perfettamente attrezzati con staccionate di Grotta dell'Uzzoprotezione, scale, punti di sosta, raccolta dei rifiuti; ma è soprattutto da ammirare la gestione. Si entra gratis e agli ingressi vengono fornite carte e documentazioni chiare ed esaurienti sui sentieri ed i punti notevoli da visitare, che trovano puntuale riscontro sul terreno e nei segnali apposti in loco. Ogni spiaggetta o insenatura si può raggiungere a piedi, partendo sia dall'una che dall'altra estremità. E l'estensione, la bellezza e l'interesse dei luoghi sono tali che consiglierei di dedicare alla riserva due giorni: uno entrando da S. Vito, al termine della strada che porta anche al villaggio di "Cala 'mpiso", e uno entrando da Scopello. Il primo ingresso è quello che offre forse le cose migliori, tra cui la grande grotta dell'Uzzo, un piccolo rudimentale museo di civiltà contadina messo su dagli addetti alla manutenzione, e alcune calette davvero incantevoli, mentre il secondo ha il vantaggio di un ampio parcheggio (con fontana) ottimo per la sosta notturna (ma non di domenica), e di alcune strutture comRiserva dello Zingaroe un'area per picnic, un museo naturale, e un punto di soccorso dove viene tenuta sempre a disposizione dei turisti più imprevidenti una abbondante provvista di acqua. Il fsatto di dover trasportare ogni cosa a piedi sulle proprie spalle rende inoltre i turisti più "leggeri" e meno pericolosi per l'ambiente marino, cosicché i bei fondali si stanno ripopolando, e si vede.

Tornando a Palermo si trovano località troppo famose e affollate (come Scopello) per parlarne in questa sede

Terzo itinerario:la costa agrigentina e il suo entroterra

Ecco un comprensorio che ci mostra una Sicilia vera ed umana con tutte le sue contraddizioni, create da una storia di splendori e sofferenze, da una natura generosa ma non sempre rispettata, e da un impatto con il turismo che stimola molte riflessioni. Partendo da Palermo occorre seguire di nuovo la bellissima strada per Mazara, solo che al termine anziché piegare verso occidente si piega in direzione opposta.

Caltabellotta. Osservando le montagne si è colpiti dalla sagoma aguzza e spettacolare di alcune cime e dalla posizione pittoresca di un paese adagiato tra i picchi più belli: è Caltabellotta. Lungo la strada di avvicinamento molti sono i punti che invitano a fermarsi alla ricerca di viste panoramiche sempre magnifiche e cangianti, e man mano che si avanza il tutto appare sempre più attraente, fino all'arrivo. Qui occorre mantenersi sempre sulla sinistra dell'abitato lasciando il mezzo in basso o in alto ma senza mai abbandonare la circonvallazione, poiché penetrando nel borgo rischiereste di cacciarvi in un imbuto. Del resto poche passeggiate sono più gratificanti della salita che, attraversando il prezioso abitato medioevale, conduce sulla cresta. Lassù si può spaziare quanto si vuole da una cima all'altra e da un punto panoramico all'altro, andando ad esplorare gli angoli più attraenti, come ad esempio le rovine di una antica rocca situate sul più alto spuntone roccioso, la chiesa madre, o una piccola galleria scavata da poco che passa sotto le punte rocciose e dalla circonvallazione immette direttamente nell'abitato sul punto più alto. Se volete trattenervi qui c'è infine un bel Torre Salsaparcheggio panoramico sotto il castello che domina la cittadina, che è quanto di meglio per la bisogna.

Riserva di Torre Salsa. L'area agrituristica di campeggio che porta lo stesso nome è ben segnalata, anche se non del tutto facile da trovare. Splendidamente panoramica e solitaria, è ricavata attorno ad un casolare che domina la costa dall'alto. È dotata di servizi e di tettoie ombreggianti. Un facile sterrato consente (anche in camper) di scendere a mare, cosicché volendo si può anche dormire sulla spiaggia, poiché tutta la tenuta appartiene ai proprietari del campeggio. In un caso e nell'altro vi troverete in un ambiente di bellezza incomparabile per il contrasto tra il candore della roccia e Capo Biancol'azzurro del mare e per la solitaria immensità del sito.

Capo Bianco e il parco delle foci del Platani. Sostando a Torre Salsa non è necessario spostare il camper: molto meglio inforcare le bici, recarsi a Montallegro (non perdete la visita al bel museo contadino e, se non fa troppo caldo, la breve escursione panoramica sul colle dove sorgeva il paese vecchio) e da lì seguire la strada provinciale per Bonsignore. Si incontra subito sulla sinistra (5 km da Torre Salsa) il laghetto artificiale del Gorgo: di inverno tutte le specie migratorie in transito scelgono questo rifugio ben protetto per sostare, e chi ama osservare gli uccelli può prendersi molte soddisfazioni con poco sforzo. Proseguendo si arriva a Bonsignore (15 km da Torre Salsa) dove si vedono le indicazioni per la riserva. L'ingresso è al termine di un lungo rettilineo molto stretto e privo di spazi di parcheggio (altro buon motivo per usare la bici). La viabilità interna è curatissima, come la segnaletica, che vi condurrà innanzi tutto verso la zona dei canneti, con relaMarina di Palmativi punti di osservazione, poi alla foce, e infine sotto le spettacolari candide rocce di Capo Bianco, che si può doppiare e osservare da vicino in tutta la sua lunghezza. Tornando indietro si arriva in un giardino botanico ben attrezzato e munito anche di una confortevole area picnic. Ottima per rifocillarsi e tornare con tutta calma alla base. Sopra il capo si trovano poi le rovine della antica Eraclea Minoa, che si segnalano più per la posizione panoramica che per la ricchezza dei reperti. Il parcheggio è un sito ideale per la sosta notturna e per una bella passeggiata panoramica lungo la parte alta del promontorio.

Marina di Palma. Sulla carta molte località marine sembrano più attraenti di quanto siano, e ben poche non deludono. Tra queste è Marina di Palma, che già si presenta bene come paese, ma ancor più quando ci si allontana seguendo le indicazioni per "Capreria" e "Castello" lungo una strada parallela alla costa in direzione nord - ovest (attenzione: il castello non è il "Castello di Palma" riportato sulle carte, che si trova dalla parte opposta). Al termine della strada si trova un comodo parcheggio che domina una stupenda insenatura circondata da spettacolose pareti rocciose e dominata dalle rovine di un castello. Un disagevole sterrato permette volendo di scendere ancora un po' con il camper per raggiungere una posizione di sogno. Un sentierino attrezzato con tanto di scalette permette di scendere a mare e permette anche di arrampicarsi sulle panoramiche pareti rocciose che chiudono la baia. Un altro permette di salire facilmente fino al cocuzzolo dove risiede il castello, suggestivo soprattutto al tramonto.

Da qui si può facilmente saltare sull'itinerario successivo, toccando anche località famosissime, come Piazza Armerina con i suoi strepitosi mosaici romani, e la meno nota Morgantina, oltre che la panoramica, fresca e preziosa cittadina di Enna e la zona storica delle solfatare.

Quarto itinerario: Il Sud - est e l'altopiano IbleoPantalica

È questa la regione più singolare della Sicilia: in epoche antichissime non ne faceva neppure parte e solo dopo vari sconvolgimenti si è unita al resto dell'isola: lo testimoniano la struttura geomorfologica e la compresenza di essenze tipiche di ecosistemi molto diversi. Il paesaggio è dominato dalle "cave", l'archeologia dagli splendori della Magna Grecia e l'urbanistica dalla ricostruzione barocca del 18° secolo. La costa infine presenta in molti tratti valori paesistici e di fruibilità di primissimo piano, ma anche esempi di degrado molto emblematici. Il nostro itinerario partirà dal punto più noto e raggiungibile, vale a dire dalla città di Siracusa

Bacino dell'Anapo. Il fiume Anapo sorge sul monte Lauro, a quasi mille metri di altezza, poco distante da Palazzolo Acreide, e come il Cassibile scava una stupenda lunghissima "cava" in gran parte protetta e splendidamente fruibile.

Palazzolo Acreide e Akrai. Il paese di Palazzolo è già di per sé molto interessante, ma gli interessi maggiori sonoPantalica concentrati nella vicina area archeologica la quale, oltre che per l'interesse culturale, si segnala per la sua splendida posizione paesaggistica, ottima anche per la sosta, ancorché molto solitaria. Il teatro greco, alcune latomie, una vicina necropoli e i resti di antiche mura formano un tutt'uno con la natura e lasciano presagire ciò che di ancora più bello troveremo disGol dell'Anapocendendo la valle.

Valle dell'Anapo e Pantalica. Le carte e le guide traggono in inganno a proposito di questi luoghi. Innanzi tutto perché lasciano credere che la strada che da Ferla porta alla necropoli possa poi proseguire fino a Sortino, mentre la piccola interruzione che si vede appena corrisponde ad un abisso insuperabile che comporta molta fatica anche per chi lo volesse superare a piedi. In secondo luogo perché sembrerebbe che la visita a Pantalica sia questione di un'ora o due, mentre la visita al complesso natural-culturale impegna tranquillamente un paio di giorni. La cosiddetta necropoli è in effetti anche un abitato rupestre le cui dimensioni sono immense, e la cui storia risale ad un popolo antico e misterioso: quello dei Sicani. Il complesso rupestre sorge sulla confluenza dell'Anapo con il Calcinara, che crea una cava quasi inaccessibile. La base di partenza per la visita è necessariamente la valle dell'Anapo. Questa è stata sede di una ferrovia, oggi dismessa. L'antica strada ferrata è stata trasformata in un comodo sterrato lungo una dozzina di chilometri che ha una estremità nel punto in cui l'AnPantalica, vecchia stazioneapo incrocia la strada Floridia - Cassaro - Ferla e l'altra al termine di una breve deviazione sulla strada Floridia - Sortino. Il tracciato della ex ferrovia è percorso continuamente da navette (gratuite) che aiutano i visitatori meno sportivi, mentre è stranamente proibito usare le bici. Dal punto di vista del parcheggio è preferibile l'ingresso vicino a Cassaro, mentre le cose più interessanti si trovano nei 5 Gole dell'Anapochilometri che dall'altro ingresso (dove il parcheggio è molto difficoltoso) conducono alla vecchia stazione ferroviaria, attraversando tre gallerie. Per la sosta un sito ideale è rappresentato dal parcheggio di un ristorante situato lungo una strada a fondo cieco che da Sortino conduce sul ciglio del burrone al di là del quale c'è Pantalica. Cibi ottimi e pura ospitalità siciliana. L'escursione lungo la valle dell'Anapo è facile e bellissima, e può essere allietata da numerose fermate balneari nelle limpide e fresche acque del fiume, raggiungibili tramite una rete di sentieri che si staccano dal percorso principale. Può tranquillamente occupareOgnina l'intera giosrnata, che può essere arricchita dal contatto con qualche guida che opera a Sortino, capoluogo del parco. Una seconda giornata può invece essere dedicata alla immensa necropoli, con possibili deviazioni per esplorare la parte più inviolabile della cava sottostante. Conviene salire a piedi dal basso, tramite i percorsi che salgono dalla valle dell'Anapo: per partire dall'alto occorrerebbe infatti affrontare un lungo e noioso avvicinamento in auto. La suggestione dei luoghi è fiabesca e vi lascerà un ricordo indelebile. A Sortino, agli ingressi della gola e presso il ristorante troverete mappe e guide puntuali ed esaurienti. OgninaDopo di che si torna rapidamente a Siracusa chiudendo questo itinerario.

Ognina. Se visitata al di fuori dell'altissima stagione offre una situazione straordinaria. La costa rocciosa, bellissima per il mare cristallino ornato da calette, isolotti e archi rocciosi, si sviluppa attorno ad un pittoresco porticciolo naturale dove è facile trovare posto per un camper. E difatti nei giorni festivi molti sono gli equipaggi che invadono lo splendido tavoliere, abbastanza rispettato dalle villette costruite a debita distanza. Si riesce persino a sostare sopra un arco roccioso, circondati da un mare tanto splendido quanto accessibile in ogni punto.

CassibileCava Grande del Cassibile. Un giorno Dio si svegliò di buon umore e disegnò di sua mano questo spettacoloso canon. Poi, non contento, provvide anche ai particolari, creando sul fondo delle pisCassibilecine naturali di una bellezza, naturalmente, divina. Ma impose all'uomo di superare una prova per godere di questo Eden. Quella di riuscire a trovare il punto più bello, accuratamente nascosto nell'abisso più profondo, e di accettare la fatica di non facili discese e risalite. Questa genesi appare realistica a chi scende sul fondo della cava lungo il sentiero che parte dal parcheggio belvedere di Avola Vecchia. Al termine della discesa (400 m di dislivello) si trova il fiume, e un susseguirsi di piccole rapide, laghetti, cascatelle, circondate da una fitta vegetazione riparia dominata dagli oleandri. Si arriva così a due grandi piscine naturali ricche di acqua in ogni stagione e incastonate come smeraldi tra le grandiose Cassibilepareti della gola. Volendo si possono poi percorrere i camminamenti che seguono la gola per circa 13 km. Cava Grande

L'area del barocco.

Noto. È la prima che si incontra e indiscutibilmente la più illustre, anche se non del tutto restaurata dopo i crolli di alcuni anni fa. Ne accenniamo appena perché appartiene al novero dei siti molto conosciuti.


Cava d'Ispica. Da Noto ci si sposta rapidamente verso Modica, ma prima di arrivare è d'obbligo una visita alla Cava d'Ispica, che si trova proprio sulla strada. Il percorso attrezzato ci mostra prima una singolare necropoli rupestre e successivamente le tracce del corrispondente abitato. A fronte di ciò che si trova nelleIspica cave maggiori è poca cosa, ma volendo si possono percorrere anche qui molti chilometri, uscendo però dai percorsi attrezzati.

MModicaodica. La visita a questa cittadina è forse la più significativa. Perché l'abitato è molto esteso e ben conservato, e mostra come nessun altro un aspetto saliente della architettura barocca, vale a dire le tipiche chiese dalle facciate fastose poste in cima a trionfanti scalee. Se ne hanno almeno due esempi di rara bellezza. Conviene prendere il tempo giusto, sia per l'estensione del centro storico con le sue preziose viuzze, sia perché la città si sviluppa su di un faticoso pendio. L'atmosfera generale è molto piacevole e invita a prendersi il tempo necessario.

Scicli. È molto simile a Modica, meno ricca ed estesa ma forse più leggibile, considerando che tante volte l'abbondanza delle cose da vedere ostacola la miglior comprensione della sintesiScicli. Troverete così una sorta di efficace riassunto di ciò che avevate visto nelle due città precedenti.

Le riserve naturali sul mare. Da Scicli al mare il passo è breve. E soprattutto ci porta direttamente nel solo punto in cui la costa sud-orientale non è stata massacrata dagli agglomerati di casupole sul mare o, come nel caso dei "macconi", dalla industria delle serre che ha letteralmente cancellato ogni traccia del suo aspetto naturale seppellendola sotto una squallida coltre di tendoni e di viuzze polverose.

FociFoci dell'Irminio dell'Irminio. Questa piccola riserva rappresenta un vero gioiello miracolosamente conservato. Per raggiungere il mare si attraversa un fitto canneto e si giunge alla foce tra belle dune ed acque limpide. Buona la disposizione dei camminamenti e dei cartelli che illustrano la zona, e gratuito l'ingresso. Una bella passeggiata condita da un fresco bagno di Isola di Capo Passeroprima mattina è forse il modo migliore per fruire del posto. Per la sosta notturna consiglio la periferia orientale della Marina di Ragusa, forse la sola che si salva in tutta la zona.

Capo Passero e Marzamemi. Alla periferia settentrionale di Porto Palo si trova una bella area occupata da casette di pescatori e con buoni spazi per sostare e visitare l'isola di Capo Passero ed i suoi magnifici (e oggi protetti) fondali. Il meglio per una sosta più prolungata è invece rappresentato dalle numerose calette solitarie che si trovano lungo tutta la costa fino a Marzamemi, che presenta buone possibilità nel grazioso porticciolo dove si trovano anche prelibatezze ittiche rare e ricercate. Peccato che una parte (fortunatamente piccola) della costa sia stata massacrata da file di casupole ammassate in malo modo sulla battigia e divenute fatiscenti per la precarietà delle fondamenta e delle tecniche costruttive.

Vendicari ed Eloro. La riserva di Vendicari è formalmente dedicata solo agli uccelli di cui costituisce un prezioso rifugio. Ma nei fatti rappresenta un esteso comprensorio di alto valore anche per il turista evoluto che, al pari degli altri animali, trova qui il suo habitat ideale. La soladifferenza rispetto agli uccelli è che all'animale uomo non è consentito dormirci, men che meno con il suo mezzo, che peraVendicariltro trova negli immediati dintorni spazi a volontà assai meno vulnerabili. Una giornata intera in questa zona è ideale anche dal punto di vista educativo. Si può comprendere qui più che altrove come il piacere che si prova vagando in punta di piedi nella macchia, tra gli stagni, le rovine di una tonnara ed i resti di una antica pescheria e lungo le spiagge solitarie ed intatte, rappresenti una gioia ben maggiore che non aggredire la costa con ombrelloni, transistors, palloni e coca cola. Superando i confini della riserva si arriva poi alle rovine di Eloro, che non sono gran cosa, ma sono al centro di un ambiente immenso ed intatto che unisce Noto Marina alla riserva stessa. Un sistema di sentieri permette di arrivare a piedi dovunque e alcuni sterrati facilitano l'avvicinamento anche ai camper, consentendo l'accesso ad una vastissima spiaggia deserta e di suggestiva bellezza.

(Per notizie dettagliate si veda il servizio monografico su PleinAir 322, Maggio 1999)


 
     
     
     
     

 

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