SARDEGNA

Sardegna Masters ItaliaLa gran parte del turismo di alta stagione si concentra in Sardegna attorno alle zone più note, dove accanto alle bellezze naturali si trovano folla e divieti. E anche gli itineranti raramente escono da questo circuito. Per questo il modo migliore per parlare di Sardegna oggi è quello di passare in rassegna una serie di località che, escludendo quelle arcinote, coprano il mare e l'interno e non richiedano al visitatore sforzi eccessivi, dando anche l'indicazione su quali sono praticabili anche in alta stagione. Tenendo presente che il mese ideale per visitare l'isola è e resta il mese di giugno, quando resistono ancora le fioriture, i torrenti sono ancora gonfi, non c'è folla e i divieti sono quasi sempre inoperanti. E con la riserva che tra una stagione e l'altra possono essere intervenute variazioni anche non trascurabili, non sempre in peggio.
 
 

LUNGO LE COSTE

 

 
 

Tra Olbia e il Golfo di Orosei

Litorale caratterizzato da lottizzazioni, villaggi e alberghi che tuttavia non di rado sono ben inseriti nell'ambiente, restando a debita distanza dalla costa e poco visibili. Questo ha salvato gran parte delle località marine dal degrado, ma non dall'affollamento. A Giugno le case sono per lo più disabitate e resta la bellezza della natura. Da dimenticare a Luglio e Agosto.

Coda Cavallo. Un groviglio di stradine e di lottizzazioni rende non facile l'accesso. Seguite l'indicazione "camping Cala Cavallo", poiCoda Cavallo quelle per il complesso "Le Farfalle" e poi ancora quelle per il "Villaggio est". La strada termina in un piazzale da cui si gode un panorama spettacoloso sulla baia e sull'isola di Tavolara e da cui si scende al mare anche in camper: buoni spazi di parcheggio sono anche in basso, ma al termine della breve discesa il traffico viene bloccato e tutta l'immensa insenatura è per i pedoni e i bagnanti.

Su Impostu. Il bivio si trova pochi chilometri più a sud di quello per Coda Cavallo. La spiaggia, di una bellezza quasi sconvolgente, è Capo Cominocostituita da una lunga lingua di sabbia bianchissima quasi avvolta in un mare cristallino dai riflessi di smeraldo, che va a formare dei piccoli stagni dietro la battigia. Sullo sfondo domina la sagoma inconfondibile di Tavolara. Un comodo parcheggio rende l'accesso facile e bellissimo con un camper.

Puntaldia. Sito in tutto simile al precedente, anche se non altrettanto spettacolare. Vi si accede tramite una breve deviazione poco prima di arrivare a su Impostu.

Capo Comino. Il capo (non il paese omonimo!) resta sempre una stella di prima grandezza, incredibilmente trascurata dalla massa anche in alta stagione, ad eccezione che nelle due o tre settimane "caldissime". spazi immensi per la sosta, spiagge e dune bianchissime da una parte e rocce rosa dall'altra.

 
 

Golfo di Orosei

Luglio e Agosto da dimenticare. A Cala Gonone si hanno difficoltà di circolazione angosciose e se c'è qualche angolo libero viene immediatamente aggredito. Situazione rovesciata a Giugno e Settembre, almeno in quegli spazi non ancora occupati permanentemente dal cemento. A Giugno inoltre i corsi d'acqua che sfociano nelle incantevoli baie di Osalla e Cartoe sono ancora ricchi di acque e danno un tocco ulteriore alla bllezza dei luoghi.

Cala di Luna. Non si può passare di qui senza visitare questa perla. Ma è bello farlo nella forma più ecologica, e cioè a piedi, Cala Lunapartendo da Cala Fuili. Due ore di facile camminata superpanoramica sono necessarie per raggiungere questo sito meritatamente famoso. A luglio e Agosto il look della stupenda insenatura non differisce da quello della spiaggia di Rimini (con tutto il rispetto per quest'ultima), quanto meno per l'atmosfera che vi si instaura. A Giugno invece troverete ancora la visione di incanto che c'era alle origini.

Cala di Osalla. Da Marina di Orosei si seguano i segnali per "Osala" (cartello marrone con simbolo di pineta). Al termine della strada (comodi spazi di sosta) si trova la foce di un canale con un bacino di pesca, che si può scavalcare a piedi raggiungendo per la via più facile la cala di Osalla, una stupenda insenatura con una ampia spiaggia tra due ali di roccia e attraversata dalla foce del rio Osalla. Vi si accede anche in auto, ma attraverso vie sconsigliabili.

Cala Cartoe. Soprattutto a Giugno è un autentico paradiso. Si può raggiungere a piedi da Osala, ma meglio in camper attraverso una strada (non segnata sulle carte) che è il prolungamento di quella che porta alla grotta di Ispinigoli (immane antro con belle concrezioni, visitabile) e si stacca dalla statale 125 pochi chilometri prima di Dorgali. L'ultimo chilometro è ancora stretto, sterrato e con fondo cattivo, ma non presenta grandi difficoltà. E la fatica viene premiata perché la baia, oltre ad una cornice panoramica eccezionale, offre la possibilità di una magnifica escursione a mezza costa verso Cala Gonone (grandi panorami). Se nessuno fa valere i divieti si possono trovare posizioni di campeggio libero da incanto, e la foce di un corso d'acqua buona per togliersi il sale di dosso dopo il bagno. Comunque vale almeno una visita.

 
 

 
 

Il Sud Est

 
 

Torre de MurtasTorre di Barì Sardo. Sito di cui va registrato il miglioramento realizzato negli ultimi anni. Una volta eliminate baracche e attendamenti selvaggi (comunque sempre in agguato) torna alla sua primitiva bellezza. Bellezza che però si gode solo evitando il periodo 15 luglio - 15 Agosto. Sosta facile proprio davanti alla torre, suggestivamente piantata su di una modesta sporgenza rocciosa al centro di una lunga e bellissima spiaggia.

Torre de Murtas. Per raggiungerla non c'è che arrivare al villaggio (due case) di Quirra e seguire una stradina asfaltata di circa 6 km fino in fondo, (evitando tutte le deviazioni che conducono in zone militari interdette). Il sito è di una bellezza straordinaria, e segna il confine tra una splendida spiaggia bianca che si estende verso sud ed una altrettanto splendida costa di porfidi e graniti rosa che si estende verso nord tra calette, faraglioni e altri angoli incantevoli. La solitudine è totale e lo spazio a disposizione sconfinato. Solitario anche in Agosto.

Colostrai. Località mai troppo affollata, ma la cui bellezza rifulge soprattutto a Giugno, qiando gli stagni sono pieni di acqua e di fPunta Molentisenicotteri. Comodo e panoramico il parcheggio sul mare, al limite tra spiaggia e roccia.

Punta Molentis. Stupendo e solitario promontorio formato da un ammasso di rocce granitiche dalle forme fantastiche scolpite dal vento e dai flutti, e che paiono fatte apposta per favorire la fruizione grazie alla presenza di innumerevoli piattaforme buone per distendersi al sole e scivoli per entrare dolcemente in acqua. Anche questo sito non è mai troppo frequentato ma in alta stagione funzionano i divieti. Fino a metà Luglio e dopo Ferragosto c'è di solito una certa tolleranza ed è un vero paradiso per i rari liberi campeggiatori.

Il profondo Sud

Questa zona annovera alcune località classificabili tra le più belle del mondo, che cambiano aspetto (in peggio) in alta stagione. ma che fuori da quel periodo valgono il viaggio.

Rovine di Nora. Suggestivo parco archeologico sul mare. Da non mancare.

CapoSpartiventoBaia di Chia. Stupenda insenatura dominata da una torre e occupata da un campeggio e da un ottimo piazzale per parcheggiare il mezzo. Impraticabile in alta stagione.

Capo Spartivento. Vedendo a Giugno la spiaggia di Cala Cipolla, adiacente al capo, viene da pensare che sia veramente la spiaggia più bella del mondo. Gli spazi per la sosta sono immensi, ed altrettanto immensi sono gli spazi occupati dalla duna, dalla macchia, e dall'arenile, adornato da isolotti e piccole punte rocciose. Dietro a tutto questo un bellissimo stagno con una folta colonia di fenicotteri. Purtroppo ad alto rischio di speculazione e divieti. Niente da fare in Agosto.

Porto Tramatzu. Località stupenda, intatta e non a rischio grazie alla presenza della vasta area militare di Capo Teulada, di cui rappresenta il punto di accesso dal lato orientale. Spiagge bianchissime, isolotti, bellissime calette rocciose, un campeggio tutto natura, ampi spazi per la sosta libera, l'isolamento rispetto alle grandi arterie stradali e l'assenza quasi totale di costruzioni formano un quadro che ne fa uno dei siti ideali, anche per gran parte dell'alta stagione.

Porto Pino. Naturalisticamente una situazione analoga a Tramatzu, ma sul versante opposto. Quanto a conservazione invece presenta una intensa lottizzazione, ma il grado di fruibilità è buono, grazie all'abbondanza di spazi ancora liberi.

Il Sud Ovest

Si tratta dell'Iglesiente, dell'isola di S. Pietro e del Sinis. Un tempo le zone "ricche" della Sardegna mineraria, di cui è in atto la conversione ad attrattiva turistica, sia come natura che come esempio di archeologia industriale.

Isola di S. Pietro. Si può visitare anche in alta stagione, con l'accortezza di rifornirsi bene di acqua (a Calasetta), che sull'isola La Concascarseggia. Le maggiori bellezze si trovano presso la stupenda cala Mezzaluna (che culmina nella stupefacente punta de "la Conca", con le sue piscine naturali incastonate tra i basalti colonnari) e nella solitaria Cala Fico, anch'essa racchiusa tra i basalti.

Gonnesa e Masua. tra questi due paesi ci sono numerose località buone per tutti i gusti. Si comincia con Punta s'Arena, spiaggia solitaria ben segnalata nei pressi di Marina di Gonnesa, nel punto in cui cessa la roccia e incomincia la sabbia (grande parcheggio e solitudine assoluta salvo che nei giorni festivi). Situazione analoga nelle vicine Marina di Gonnesa e Funtanamare, dove però la pressione turistica è maggiore a causa della facilità di accesso. Infine Masua e il celeberrimo faraglione detto "pan di zucchero" (per quanto bello paesisticamente ed anche ben accessibile e fruibile questo sito risente ancora della presenza della miniera). Da segnalare la strada che conduce a Masua, che presenta valori paesistici davvero eccezionali.

Dune di Buggerru. Buggerru è una località mineraria lentamente convertita con successo alla economia turistica. Nei dintorni il parco delle dune, una splendida e lunghissima spiaggia, con la bella foce del rio Mannu e il villaggio di Portixeddu e, a sud, la bella (ma molto solitaria) Cala Domestica. Località fruibile anche in alta stagione (se nel frattempo non è stata scoperta).Capo Pecora

Capo PecoraCapo Pecora. Ci si arriva uscendo dalla statale 131 a Sanluri attraverso una laboriosa deviazione che porta a Guspini, Fluminimaggiore e Portixeddu. Da questo paese si può proseguire fino a Capo Pecora dove, malgrado i blocchi posti (giustamente) per impedire che macchine e tende invadano tutti gli spazi circostanti lo spazio per parcheggiare non manca. Il paesaggio circostante è di una bellezza tanto abbagliante quanto originale. La costa, frastagliatissima, è composta da una gran varietà di formazioni rocciose, e presenta una infinità di spiaggette, cale, faraglioni, promontori, tutti raggiungibili mediante una facile passeggiata che si può prolungare a volontà attraverso i grandi spazi erbosi che sovrastano i dirupi. Siamo stati qui in ogni stagione, senza mai incontrare più che qualche raro turista come noi. Nei pressi non mancate una visita alle rovine del tempio di Antas, incastonate in un paesaggio solitario e suggestivo.Tempio di Antas

Scivu. seguendo le indicazioni per la colonia penale di Psiscinas, più o meno a metà della strada che da Portixeddu vi riporta a Guspini, si arriva a questa località che segna il termine del tratto roccioso e l'inizio di una lunga serie di dune, in un paesaggio di pura e solitaria bellezza. La solitudine è quasi sempre garantita, anche troppo, persino in alta stagione.

Il Sinis. Qui il turismo è ancora prevalentemente locale. Cosicché ad eccezione dei giorni festivi e della altissima stagione sono ancora ben frequentabili sia la splendida punta di Tharros con il suggestivo mare e le ricche rovine, sia la fascinosa spiaggia di quarzo di Is Aruttas, sia la meno conosciuta ma ancor più bella località di Putzu idu. Una accorta difesa degli spazi costieri crea qualche problema di parcheggio, ma solo a chi vorebbe arrivare in acqua con tutte le ruote.
Le altre località. Merita una citazione la foce del rio Piscinas, raggiungibile da Ingurtosu, ed immersa tra immani dune sabbiose, magnifiche a vedersi, ma sulle quali poi si deve avanzare penosamente per molte centinaia di metri per guadagnare il mare.

Il Nord Ovest

Torre Argentina. Cinque km a nord di Bosa questa località possiede una bellezza fantastica e sorprendente, costituita come è da un grande tavoliere di roccia bianca plasmato in una incredibile varietà di forme dal vento e dai flutti ed in maniera tale da rendere facile la sosta e l'accesso al mare, per la delizia dei molti frequentatori locali e dei pochissimi esterni. Località ad altissimo rischio per le mire della speculazione.

Porto Ferro. località raggiungibile velocemente da Sassari, i cui abitanti forse non riuscirebbero a riempire l'immenso tavoliere roccioso, scavato da poche ma stupende insenature. Presso un bel promontorio una attraente (e costosa) struttura di campeggio: "Torre del Porticciolo". In una spiaggetta non lontana dal grande parcheggio una bella risorgiva di acqua dolce proprio sul mare, che proviene dal vicino lago di Baraz. Sempre vicino al parcheggio un rudimentale ristoro ed una antica torre. Poco distante una idillica oasi di pace: il lago di Baraz, limpido e solitario specchio d'acqua dolce (l'unico lago naturale sardo) immerso nel verde fitto della pineta che ricopre la duna. Sito ideale per riposare in pace e per una tonificante rinfrescata.

Il Nord

Trascurando le famosissime località della Cost Smeralda restano da esaminare solo alcuni siti che, al di fuori dell'alta stagione, presentano ancora valori paesistici di tutto rispetto.

Valledoria. Si trova sulla foce del Coghinas, che disegna un paesaggio quanto mai suggestivo e fruibile, bello sul mare e sul fiume (navigabile per alcuni chilometri) così come nell'entroterra, dove troviamo le terme (entro una gola nella quale sgorgano acque bollenti), la suggestiva torre dei Doria e, più all'interno, un lago artificiale immerso tra i graniti.

Isola Rossa e Baia Trinità. Accoglienti insenature tra le rocce rosse, ancora (ma fino a quando?) poco antropizzate. In bassa stagione poco frequentate e con una atmosfera ideale per un soggiorno tranquillo ma non solitario.

Porto Vignola. E' la più bella località del Nord, con il fiume che sfocia su di una splendida spiaggia all'inizio di un tratto roccioso che si estende verso ovest, percorribile a piedi per chilometri e lungo il quale si incontrano numerose e solitarie baiette di incanto. Altrettanto incantevole è la risalita del fiume. L'antropizzazione è limitata a poche case e a due campeggi strapieni a Luglio e Agosto. A Giugno niente folla e il fiume ben carico d'acqua: una meraviglia.

NELL'INTERNO

Pur limitandoci alle località di maggior impatto e più facilmente raggiungibili l'elenco risulta assai nutrito.

Nuoro, Supramonte, entroterra di Orosei

Il monte Ortobene. Montagna di altezza non trascurabile (attorno ai mille metri), caratterizzata dalla tipica macchia sarda fatta di cespugli e alberi contorti plasmati dal vento, di un verde cupo dal quale emergono enormi massi granitici dalle forme spesso fantastiche. Il monte Ortobene è il parco pubblico di Nuoro, e come tale è attrezzato, con sentieri pedonali e ciclabili, aree di sosta e picnic, punti di ristoro, belvedere ed aree sportive. Una strada avvolge tutta la montagna con un percorso veramente affascinante. Due sono le zone turisticamente interessanti. La prima è il parco "serra Ortai", un'area attrezzata che si trova a mezza altezza, sulla sinistra di un fotografatissimo grande masso nel quale è stato ricavato un riparo a supporto di un piccolo recinto per gli animali. La seconda è costituita dalla vasta area che circonda la cima, con ampi spazi pedonali per la sosta ed il picnic, ristori, e soprattutto la suggestiva vetta del monte, dove tra il verde cupo della macchia ed i massi di granito è stata ricavata una scalinata che porta ad un belvedere sormontato da una statua del Salvatore.

OrgosoloOrgosolo. Paese abbastanza degradato, ma che si riscatta per la bellezza fantasiosa dei murales che ricoprono quasi a tappeto le mura degli edifici. Nella piazzeta centrale, presso il bar Mesina, potete trovare ogni informazione. La gente è accogliente e la voglia di promuovere il turismo alternativo è tanta, e va incoraggiata. Ignoro quale sia oggi lo stato di una vastissima area turistica attrezzata, con cartelli che indicavano una miriade di cose interessanti, ed un punto di ristoro nella amenissima località "su dentes" tirato su con grande dispendio di risorse e con belle forme architettoniche, cui è però sempre mancata un minimo di manutenzione.

Escursioni in Supramonte. Da Orgosolo si gira attorno al Supramonte toccando Oliena, Orosei e Dorgali. Lungo la strada si incontrano siti famosi: il villaggio nuragico "Serra Orrios" una vicina e fotografatissima tomba dei giganti (raggiungibile con una piacevole passeggiata di circa mezz'ora) e la classica località "Su Cologone", con ampi parcheggi, acque limpide ovunque ed un ambiente fresco e sereno. Da qui parte una strada che porta alla "area turistica Lanaittu", di straordinario interesse naturalistico ed archeologico, e a tutta l'area interna del golfo di Orosei. Ma occorre dire che, a parte Su Cologone, lo stato e la effettiva fruibilità di quanto sopra rappresentano da sempre una incognita. Se volete potrete trovare comunque guide esperte a Dorgali. In questo caso le escursioni più interessanti sono:

- La risalita delle gole "Su Gorroppu" (6 ore)
- La salita al villaggio Tiscali, un incredibile villaggio preistorico in una enorme cavità, nel cuore del Supramonte, con accesso dal versante opposto a Su Cologone (5 ore)
- La salita al "Campu Doinanicolu" per vedere i mitici mufloni
- L'escursione a piedi a Cala di Luna e Cala Sisine, con recupero a valle
- l'escursione a piedi a S. Pietro e Golorizé

Su GorropuBarbagiaSu Gorropu. Per raggiungere questa famosissima gola occorre seguire (con il camper finché si può) una deviazione che si stacca dalla "orientale sarda" 2 km circa a sud di Dorgali e si immette nella valle del Rio Flumineddu. Questa escursione si può effettuare autonomamente, ma richiede un aiuto se si vuole spingere l'esplorazione fino in fondo, cosa che comporta un laborioso arrampicarsi su passaggi impervi, spesso insuperabili se si è da soli. Anche la risalita del rio Flumineddu prima delle gole è splendida nella frescura del mattino, e deliziosa è una serie di bagni che, al ritorno, possono essere effettuati lungo il fiume per rinfrescarsi, scegliendo a piacere tra mille angoli di bellezza paradisiaca.

Barbagia

Occorre sfatare una volta per tutte la triste famja di questa zona, tanto bella e ricca di paesaggi insoliti quanto sostanzialmente sicura, come da noi provato in più occasioni.

La "porta del vento". Il nome Gennargentu è composto dalle radici "genna", cioè porta o passo, e "bentu", cioè vento. Per raggiungere il massiccio partendo da Nuoro bisogna seguire la strada che tocca nell'ordine Oniferi, Gavoi (sosta consigliata presso il lago di Gusana), Tonara e Desulo. Tonara è caratterizzata da una atmosfera piacevole per la presenza di molti giovani e di gente sorridente e cortese. Desulo si sviluppa linearmente per oltre 2 km con un traffico incredibilmente caotico. Usciti dall'abitato si sale al passo "arcu de Tascussi", dal quale si gode un panorama vastissimo e dove si potrebbe anche sostare. Ma ancora meglio, se non si teme troppo la solitudine, è infilare la strada che sale verso la montagna, e che termina dopo pochi chilometri a quota 1300 su di un enorme piazzale stupendamente panoramico sia sulla montagna che sulle valli sottostanti. A fianco del piazzale un rustico ristoro aperto solo nei fine settimana potrebbe attutire la solitudine se si ha la fortuna di capitare qui nei giorni di apertura. La strada prosegue poi sterrata per alcune centinaia di metri, fino ai resti di una struttura turistica in disuso. Da qui si può effettuare, meglio se di buon mattino, l'escursione fino alla vetta detta "Bruncu Spina" e poi fino alla più lontana (ma accessibilissima) Punta Lamarmora. L'ambiente è ovunque immenso ed intatto, la sola compagnia sono le greggi sparse lungo i pendii erbosi, ed il solo fastidio è dato dal vento che sembra concentrarsi con particolare accanimento su tutte le creste. Chi ha poco tempo a disposizione può limitare l'escursione alla salita fino al Bruncu Spina: tra andata e ritorno si Perda Lianatratta di meno di tre ore, soste comprese.

Gole del Flumendosa. La bellezza della Barbagia si può ammirare nel modo più completo Gadonipercorrendo la stupenda strada che infila nell'ordine Belvì, Aritzo, Gadoni, Seùlo e Sàdali. Quello che colpisce maggiormente è il caratteristico e magnifico panorama barbaricino, dominato dai "tacchi" (le caratteristiche pareti rocciose verticali che si innalzano dappertutto dai verdi pendii) e da profonde gole nelle quali scorrono il Flumendosa ed i suoi affluenti. Tra Gadoni e Seùlo un viadotto nuovissimo scavalca il Flumendosa, e con esso uno dei posti più belli in assoluto di tutta la Sardegna interna. Basta fermarsi e guardare in basso per rendersene conto. Dopo di che basta tornare un poco indietro e imboccare la vecchia strada sterrata che invece scende fino al fiume e risale dall'altra parte. Una volta toccato il fiume fermate il camper e godetevi il posto: si tratta di una spettacolosa gola, dove il fiume forma una infinità di piscine incassate tra le rocce, cascatelle e spiaggette. Un vero parco natural - ricreativo molto frequentato dai locali e del tutto ignorato da chi non è del posto. Ma talmente bello che non si può sfuggire alla tentazione di Far Westrinfrescarsi, esplorare le gole e sostare in totale relax.

Far West di casa nostra. Conviene dirigersi direttamente a Seui e di qui al valico di Arcuerì. Qui si può effettuare una breve passeggiata sul monte omonimo, dalle fantastiche creste rocciose sulle quali si può facilmente salire e dalle quali si godono panorami straordinari. Ma non così straordinari come quelli che si presentano alla ammirazione del turista, soprattutto con le luci radenti del mattino e della sera, lungo la strada che porta l'indicazione "Perda Liana". Il bivio, ben visibile, si trova poco prima di Arcuerì. La strada si sviluppa in quota e mostra un ambiente immenso e solitario con possibilità di sosta da vera "full immersion" nella natura: non manca neppure l'acqua, disponibile tramite abbondanti fontane ai km 6.5, 7.5 e 8. L'esperienza più entusiasmante è la passeggiata che, sempre nelle fresche ore del mattino, vi porterà alla base di Perda Liana. Quando la strada si Perda Lianaavvicina a questo grandioso obelisco roccioso troverete un bivio con una strada nuovissima (non segnata sulle carte) che porta a Lanusei. Dopo alcuni tornanti si arriva all'inizio di un sentiero che porta sotto la pietra. Salire in cima è praticamente impossibile (anche se c'è una corda a disposizione di chi ci vuole provare) ma la passeggiata che gira intorno alla punta e ne raggiunge la base è veramente indimenticabile. Il panorama è fantastico ed unico al mondo, una sorta di Far West più verde e gradevole di quello arido e selvaggio che si vede nei film, ma altrettanto puro nella sua intatta bellezza naturale, e che costituirà forse il ricordo più forte che conserverete di questa Sardegna incredibile ed affascinante.

Giara di Gesturi

Le Giare costituiscono uno degli ambienti più tipici della Sardegna. Si tratta di colline dalla cima appiattita che spuntano qua e là in un paesaggio costituito da un continuo alternarsi di ampi spazi coltivati e gole spettacolose, spesso riempite da bacini artificiali. Malgrado l'aspetto generalmente arido la zona è abbastanza ricca di acque. Da Barumini si sale alla famosissima Giara di Gesturi, facilmente raggiungibile anche in camper, ricoperta da una rigogliosa sughereta con vaste radure e persino un lago naturale (di fatto una palude), e con la sua popolazione di indomiti cavallini selvaggi che si fanno sempre vedere per la gioia dei visitatori. Per la sosta non c'è che l'imbarazzo della scelta. Da considerare la possibilità di esplorare la giara con la mountain bike. Può valer la pena di effettuare una breve deviazione verso la vicina Làconi, con il suo parco, una bella area verde ricca di acque zampillanti per ogni dove e con suggestive rovine di un vecchio castello immerse nel bosco.

Capolavori dell'archeologia e dell'architettura sarda

Non esistono soltanto i famosissimi nuraghi di santu antine (Sassari) e Su Nuraxi (Barumini). Ciò che rimane non è soltanto minutaglia, e non è soltanto archeologia. Sono poco noti anche fior di reperti e di monumenti, tutti da scoprire dalla gran parte dei visitatori dell'isola, e di cui riportiamo soltanto un elenco dei più importanti, procedendo da sud verso nord.Arrobiu

Nuraghe Arrobiu (anche indicato come Orrobiu). Spettacoloso e portato alla luce negli anni recenti, non ha nulla da invidiare ai due maggiori. Raggiungibile da Orroli e riportato sull'atlante del Touring.

FordongianusTerme di Fordongianus. Raggiungibili con una deviazione di circa 15 km a sud di Abbasanta. Spettacolosi resti delle terme romane, con piscina, canalizzazioni di acqua calda e fredda e arcate monumentali. Una vera sorprea. Da non mancare.

Nuraghe Losa. Si trova proprio sulla strada, e se pure molto più piccolo dei due maggiori (su Nuraxi e Santu Antine) ha una struttura complessa, interessante e ben visitabile.

Villaggio di Santa Cristina. Si trova a poche centinaia di metri di distanza, e comprende i resti di un villaggio protosardo con il famoso e scenografico pozzo sacro.

S. Andria Priu. Spettacolari strutture rupestri in un ambiente intatto e suggestivo e una caratteristica scultura raffigurante un toro scolpita nella roccia. Spesso in abbandono si raggiunge scavalcando facilmente i recinti.

S. Pietro di Sorres. Santuario nel tipico romanico sardo, in una bella ambientazione, vivo, funzionante e ben tenuto.

S. Trinità di Saccargia. Splendido santuario, abbandonato ma ben tenuto per l'uso turistico, mirabile esempio di romanico sardo, più o meno nel punto in cui convergono quasi tutte le strade che portano a Sassari da sud e da est.

S. Antioco di Bisarcio. Una ventina di km più ad est lungo la strada per Olbia. Imponente santuario abbandonato che si può trovare in fase di restauro o nella successiva (o precedente) fase di degrado. Va avanti così da anni ed anni. Per il visitatore capitare nel periodo giusto è questione di fortuna.

 

Giorgio Ciancio


(Per ulteriori informazioni vedi PleinAir n° 274, Maggio 1995)


 
     
     
     
     
     

 

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