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ITINERARI
PASQUALI
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Le
statistiche dicono che a Pasqua si registra la massima percentuale di
camper in movimento. Più ancora che a Ferragosto. E normalmente
si registra anche una abnorme concentrazione di equipaggi lungo alcuni
itinerari classici del periodo.
I più presi di mira sono gli antichi borghi toscani, alcune città
darte, lUmbria dei monasteri e delle cittadine medievali e
le località di mare più pittoresche come quelle della maremma
o della costa ligure.
Ma
esistono zone anche famose molto meno frequentate, che possono offrire
grandi soddisfazioni. Questanno inoltre la Pasqua cade molto presto
e quindi lontano dallaltro grande ponte di primavera,
vale a dire quello tra il 25 Aprile e il 1° Maggio.
Utilizzando
lintervallo tra questo e il ponte pasquale si possono così
visitare nella stagione ideale anche alcuni classici itinerari pasquali
sfuggendo allaffollamento. Ecco una scelta di itinerari per questo
periodo.
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Cinque
Terre
Itinerario
classico da sconsigliare per il ponte pasquale e da suggerire proprio
per le settimane immediatamente successive. Ovviamente in questa stagione
lattrattiva non è il mare se non per laspetto paesaggistico,
ma le basi ideali per visitare la zona sono sempre sul mare poiché
lungo la costa esiste la possibilità di spostarsi comodamente,
rapidamente e a poco prezzo tramite la ferrovia.
Le basi del plein air. La base migliore è il parcheggio
di Monterosso Fegina, sul mare, con una trentina di posti (12,4 €),
sul mare. A poca distanza la stazione e il borgo vecchio con il castello,
uniti a Fegina da una bella passeggiata con uno splendido panorama sulla
baia. Altra bella posizione si trova a Levanto (13 € e sosta per
non più di 3 giorni); è distante dal mare ma si trova proprio
sotto la stazione.
Il sentiero azzurro. E il classico percorso escursionistico,
da non mancare. Corre lungo la costa da un capo allaltro del comprensorio,
con frequenti e forti saliscendi e panorami strepitosi.Consiglio di effettuarlo
in due tappe. Prima tappa: Ci si reca in treno a Riomaggiore, si visita
bene il borgo e si percorre tutta la via dellamore fino
a Corniglia (pianeggiante, facile), con sosta intermedia nel suggestivo
villaggio di Manarola. Senza salire a Corniglia si ritorna alla base in
treno. Seconda tappa: Si parte da Monterosso e si va fino a Corniglia
(molti saliscendi, faticoso) con una lunga sosta a Vernazza, forse il
più suggestivo dei borghi. Da lì si prosegue fino a Corniglia
da dove si scende alla stazione per il ritorno.
In
bicicletta. Consiglio di salire sulla panoramicissima strada in quota
che raccorda le discese a mare correndo a circa 500 m s.l.m., e percorrere
in bici i circa 8 km tra il bivio per Monterosso e quello per Corniglia,
con visita al santuario di Saviore (ristoro) e ritorno alla base per la
stessa via.
Il
Parco. Il livello di fruizione della zona è sorprendente se
si considera lasprezza del territorio, e ciò è dovuto
al parco che crea e mantiene i sentieri e favorisce la fruizione con numerose
proposte, iniziative e facilitazioni
(Per notizie più dettagliate PleinAir
n° 355, Febbraio 2002)
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LArgentario
Ingiustamente
considerato inospitale per i camperisti offre invece grandi spazi pregiati
per la sosta e attività tipiche della mezza stagione. Le zone più
indicate sono quelle attorno a Porto Ercole e i due tomboli
di Feniglia e di Giannella.
Le
basi del plein air. Due sono le aree segnalate più pregevoli.
La prima è unestesissima, tranquilla e panoramica spianata
sulla laguna di Orbetello, ad una decina di minuti a piedi dal paese.
La seconda è larea di parcheggio di Porto Ercole, proprio
sotto il castello di Filippo. In bassa stagione è tollerata la
sosta nel parcheggio allingresso della pineta di Feniglia, nei parcheggi
lungo il tombolo di Giannella, e soprattutto sulla splendida foce dellAlbenga.
I
castelli. Sono tre: il Forte Filippo, La Rocca e il Forte Stella,
tutti vicino a Porto Ercole. Particolarmente suggestiva la passeggiata
che sale a piedi dal parcheggio del paese al Forte Filippo e lo circonda
offrendo panorami magnifici. Altrettanto bella la visita alla Rocca (permesso
in paese) con successiva discesa alla bella spiaggetta delle viste, e
la passeggiata con visita al Forte Stella, magnifica per i panorami anche
quando il forte è chiuso.
In
bici. Da non mancare la traversata della pineta di Feniglia, partendo
dallingresso di Porto Ercole (bici a noleggio) fino ad Ansedonia
(ristoro e area faunistica con i daini in libertà che non hanno
paura e vengono persino a mangiare nelle vostre mani). Molto bella anche
la traversata del tombolo di Giannella lungo la strada vicinale
del pino (inizio alla estremità vicino a S: Stefano) con
sosta al centro visite della riserva naturale della laguna di Orbetello.
A piedi. Un sentiero in quota di grande interesse panoramico. si
snoda tra il forte Stella e un valico raggiungibile in camper lungo la
strada che collega S: Stefano alla costa senza attraversare il paese.
In
camper. Spostandosi in camper si può salire al colle del Telegrafo
o recarsi ad Ansedonia visitando la suggestiva grotta detta spacco
della regina e soprattutto salendo alle belle e panoramiche rovine
di Cosa.
I paesi. Molto animati in tutti i fine settimana, soprattutto
Orbetello, che oltre al piacevole assetto urbanistico offre anche due
sale cinematografiche, ristoranti e un artigianato non banale.
(Per notizie più dettagliate PleinAir
n° 352, novembre 2001)
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Pasqua
etrusca
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Gli
itinerari etruschi sono molto battuti nel periodo pasquale, ma data la
vastità dellofferta è sempre possibile evitare la
folla. Ecco
alcune situazioni
da consigliare.
Vulci. Conviene sostare nel nuovo parcheggio del Ponte dellAbbadia,
(vicino a Montalto di Castro), dove è bello svegliarsi con la vista
del castello e della sconfinata campagna circostante. Dopo la visita al
piccolo ma pregevole museo si scavalca il famoso ponte etrusco - romano
e si segue il sentiero attrezzato che costeggiando le gole del Fiora tra
cascate e pareti di basalto porta al suggestivo lago del Pellicone, e
successivamente alle rovine di Vulci, per poi tornare al punto di partenza.
Lungo il percorso cartelli e aree picnic, e a poca distanza un ottimo
ristorante tipico. Durata complessiva di 2 - 3 ore di marcia più
altrettante per le soste e la visita alle rovine.
Pitigliano.
Uno dei borghi più suggestivi dItalia, oggi perfettamente
restaurato, con il maestoso (e visitabile) castello Orsini, un buon artigianato
e buoni vini.
Sorano. Spettacoloso e grosso borgo sul bordo della gola del fiume Lente,
e di cui si può avere una vista davvero strepitosa dalla suggestiva
necropoli di S. Rocco adagiata sul belvedere naturale dei Pianetti
sul lato opposto della gola. Il borgo è ancora in parte da restaurare
ma è di grandissimo interesse, con la fortezza (visita al museo
e ai sotterranei), il Sasso Leopoldino con la originale torre
dellorologio e una infinità di angoli pittoreschi. Dalla
necropoli infine scende una spettacolare via cava scavata
non solo per ricavare un passaggio ma anche per il conVogliamento delle
acque. Parcheggi sia allingresso del paese che alla necropoli.
Sovana.
Borgo famoso per aver dato ai natali a papa Gregorio VII (Ildebrando di
Soana) e molto visitato. Bellissimo labitato con la chiesa ma soprattutto
magnifica la sistemazione dei dintorni con la cosiddetta città
del tufo che comprende la grandiosa tomba rupestre etrusca detta
ildebranda, altre due necropoli immerse tra gole e boscaglia
e le famose vie cave scavate nel tufo. Parcheggi a Sovana
e sotto la tomba Ildebranda.
Vitozza. Nel vicino borgo di S: Quirico le indicazioni vi guideranno
verso questo suggestivo percorso dove, attorno alle rovine di un castello
Orsini, sono state restaurate e attrezzate per la visita un gran numero
di grotte soggette nei secoli agli usi più diversi, di cui restano
le tracce. La passeggiata si snoda lungo una bella gola e si apprezza
non solo per linteresse culturale ma anche per la grande suggestione
paesistica. A S. Quirico cè infine un apprezzato ristorante.
(Per maggiori dettagli PleinAir
n° 321, Aprile 1999)
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Il
Cilento
E
incredibile come questo comprensorio sia poco sfruttato in primavera,
se si eccettua il solo sito di Paestum. (troppo famoso per parlarne,
ma che segnaliamo comunque per la sua bella area di parcheggio e la sistemazione
sempre migliore). Ed è incredibile soprattutto come siano pochi
quelli che colgono loccasione di gustarne in questa stagione le
straordinarie bellezze, che offrono proprio in questo periodo spunti di
interesse davvero insospettati. Elenchiamo i principali.
Tre escursioni lungo la costa. La prima si sviluppa a partire da
Agropoli. Superare ilabitato seguendo il segnale Baia Trentova
dove cè un comodo parcheggio. Nei pressi parte un percorso
segnalato che arriva fino a S. M. di Castellabbate. Facile, con panorami
magnifici e molti punti suggestivi per sostare presso vecchie costruzioni
abbandonate. La seconda parte da Ogliastro Marina, poche case e grandi
spazi
per la sosta, soprattutto al termine della strada per Punta Licosa (cancello
per le auto, passaggio libero per pedoni e ciclisti, parcheggio, ristoro).
Da qui parte un magnifico percorso di 6 km, tutto in pianura, che si può
percorrere a piedi restando sempre sul mare o in bici nella pineta, lungo
un facile sterrato poche decine di metri allinterno. Belle calette
fiorite, bosco, vecchie costruzioni abbandonate, campi e case coloniche
formano un paesaggio integro di grandissimo interesse. La terza ha come
base Scario (parcheggio sul mare e paese grazioso e interessante anche
in bassa stagione). Da qui si sale in camper al borgo di S. Giovanni a
Piro (anchesso da visitare), e da qui al panoramico santuario della
Madonna di Pietrasanta (parcheggio e gran panorama)s. Dal santuario ci
si può portare (anche a piedi, sono solo 500 m) al vicino Piano
Ciolandrea e ad un campo di tiro, dal quale partono molti sterrati che
permettono di raggiungere una infinità di punti panoramici sul
tratto più bello della costa , vale a dire quello che va da Scario
allapunta degli Infreschi.

Velia. Importante area archeologica al centro del comprensorio,
con parcheggio e possibilità di sostare sul
mare in un tratto di costa solitario e suggestivo a poca distanza, non
appena superato labitato di Marina di Ascea.
Linterno. E facile che sulle montagne ci sia ancora
della neve, ma soprattutto nelle ricorrenze religiose non si può
mancare la escursione al santuario che si trova sulla cima del Monte Santo
o Gelbison. Si parte da Vallo di Lucania raggiungendo poi Novi Velia e
da qui seguendo i segnali per il santuario per circa 7 km, fino ad un
bel parcheggio panoramico con area picnic. Qui conviene lasciare il mezzo
e seguire a piedi il sentiero lastricato che sale nel bosco e alla fine
apre alla vista immensi panorami. Interessante anche la visita al santuario
e al suo terrazzo panoramico su tutto il Cilento. Una seconda zona di
interesse naturale che vale la pena di esplorare è costituita dai
dintorni di Laurino (paese che merita una visita) e dal vicino Orrido
di Felitto. Da segnalare inoltre le Grotte di Pella e di Castelcivita.
La Certosa. Non si può infine abbandonare la zona senza aver
visitato la grandiosa certosa di S: Lorenzo a Padula, restituita in tutto
il suo splendore dai recenti restauri.
(Per i particolari vedi PleinAir
n° 346, maggio 2001).
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Torre
Salsa
La
Sicilia offre spunti talmente numerosi da passarci una vita. Ma esistono
anche programmi di soggiorno alternativi che valgono il viaggio anche
se sono inconsueti e durano pochi giorni. Uno di questi, che ha avuto
un particolare successo addirittura nel periodo natalizio, ha come centro
Torre Salsa.
Si
tratta di una splendida tenuta, ben segnalata, a metà strada tra
Agrigento e Sciacca, accessibile al pubblico con un modesto
pedaggio, che offre accoglienza agrituristica ed ospitalità per
i camper. Questi si possono accampare in posizione panoramica accanto
alla fattoria oppure sostare in riva al mare. Allinterno della tenuta
è possibile passeggiare per una decina di chilometri scendendo
a mare o restando sulla cresta di una spettacolare parete rocciosa di
un bianco abbagliante, con un panorama magnifico sul candido Capo Bianco
(su cui sorgono le rovine della antica Eraclea Minoa). Altrettanto numerose
sono le cose che si possono fare con brevi spostamenti.
In bici si raggiunge facilmente Montallegro, dove si può
effettuare una suggestiva passeggiata tra le rovine del paese vecchio
e visitare il fornitissimo museo contadino. Sempre in bici si può
raggiungere la magnifica riserva delle foci del Platani, con i suoi sentieri
e la possibilità di andare proprio sotto le candide rocce di Capo
Bianco. 
In camper, oltre alle notissime Agrigento e Selinunte, si possono
invece raggiungere dueperle meno note ma quanto mai suggestive: il paese
- presepio di Caltabellotta, arroccato sudi una spettacolosa cresta rocciosa
e ricco di valori architettonici e paesistici, e le Cave di Cusa,
presso Campobello, dove si scavavano le colonne per i templi di Selinunte,
che venivano modellate nella roccia viva e poi trasportate, della qual
cosa restano tracce cospicue. Ancora un po e si può infine
fare un bagno termale alle terme di Montevago (70 km dalla tenuta), molto
frequentate in bassa stagione.
(Per i particolari vedi PleinAir
n° 328, novembre 1999).
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Roma
verde
Roma
è una meta classica per il turista itinerante in bassa stagione,
ma pochi, anche conoscendola, pensano che valga la pena di soffermarsi
anche sui suoi aspetti naturalistici, ed in particolare dove il valore
degli elementi naturalistici non è inferiore a quello dei valori
storici e architettonici. Eppure proprio la visita a queste zone di Roma
è quella che più si presta alla attività di scoperta
e di immersione nellambiente propria del camper. Eccone un elenco
a misura di vacanza breve.
Appia antica - Caffarella. Ogni anno che passa larea dellAppia
antica viene meglio sistemata ed ampliata. Oggi sono stati completati
la eliminazione dellasfalto e il consolidamento della sede stradale
con lantico basolato o con il pavé, è stato realizzato
lo scavalcamento del Raccordo Anulare ed è stata aperta la grandiosa
villa dei Quintili. Ma soprattutto è stata ammirevolmente sistemata
per la visita la vasta area verde adiacente della Caffarella, anchessa
ricca di reperti. Munendosi di una mountain bike (noleggiabile in loco)
si possono così percorrere almeno una trentina di chilometri davvero
entusiasmanti tra natura, rovine e vecchie fattorie, soprattutto di Domenica
quando la zona è interdetta al traffico. Il camper si può
lasciare nel parcheggio delle terme di Caracalla.
Ostia antica - porto di Traiano.
Anche questa zona, di eccezionale valore storico e paesistico, attira
il grosso pubblico in misura assai minore di quanto ci si aspetterebbe.
Facile la sosta in camper sul posto, che permette di accedere in bici
alladiacente e vastissimo parco del litorale (interamente pedonalizzato
per una lunghezza di circa 12 km), al suggestivo borgo medioevale con
il castello, allestesissimo parco archeologico (quasi una seconda
Pompei, naturalisticamente ancora più bella) e (per ora solo la
domenica mattina con visita guidata, ma tra poco liberamente) alla spettacolosa
area del porto di Traiano. Il tutto in un fazzoletto (si fa per dire)
di terra, per una durata minima di un giorno intero.
Veio.
La gente pensa che si tratti soltanto della piccola area archeologica.
Invece si tratta di un comprensorio vastissimo, anche se difficile da
gestire, e che per questo è la cenerentola dei parchi laziali.
Con base al bel camping Happy (sulla Via Cassia bis) si può visitare
in bici tutta la valle del Cremera e giungere alle rovine, allo spettacoloso
Ponte Sodo con i suoi colombari etruschi, allacropoli di Veio, e
immergersi in una natura così intatta da esser servita da sfondo
a tanti film che si svolgevano in ambienti naturali ( come il Pinocchio
di Comencini).
Dintorni. Anche trascurando le cose più note e frequentate,
come la Villa Adriana e la Villa dEste a Tivoli) i dintorni di Roma
sono una miniera per il naturalista, soprattutto in direzione Nord. Tra
le tante cose preziose segnalo le spettacolari rovine della antica Monterano
(recarsi a Canale Monterano e seguire i segnali), in un ambiente tipico
quanto mai suggestivo e oggi magnificamente attrezzato per la visita.
Vi sono state girate scene di film come Romolo e Remo e Il
marchese del Grillo. Sulla strada trovate il castello di Bracciano,
al quale la guida Michelin attribuisce tre stelle con ragione, visitabile.
Da non mancare infine la straordinaria necropoli etrusca di Cerveteri,
anchessa di grande pregio paesistico oltre che archeologico.
(Per i particolari su Veio e Appia - Caffarella vedi PleinAir
n° 299, giugno 1997)
In PleinAir n°
356 (Marzo 2002) unaltra idea preziosa: LEtna dopo le eruzioni
(e forse ancora con la neve)
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