EPIRO

Sardegna Masters ItaliaSpesso ci si allontana pensando che la distanza sia selettiva, e cioè che più si è distanti e più si trovano ambienti intatti. In Grecia sembra invece che accada il contrario: le zone più lontane, come Atene, il Peloponneso e le coste egee, sono prese d'assalto e afflitte da forme crescenti di degrado e mancanza di spazi plein air, mentre il contrario si registra in Epiro, e cioè nella regione più vicina all'Italia. Gioca a favore di questa regione l'assenza di vere città (l'unica è Ioannina che si trova 100 km all'interno), il basso livello di antropizzazione, e la minor densità di reperti archeologici. Il richiamo principale è invece costituito dalla natura, che annovera fenomeni e luoghi spettacolosi di livello mondiale. E attorno a questi oggi, al contrario di ieri, esiste una vera organizzazione turistica, e i visitatori sono moltissimi, ma ancora quasi tutti greci.
 
 

BELLO E VICINO

 

 
 

LE ZONE COSTIERE

Questo tratto delle coste greche continentali è quello meglio conservato, proprio perché su di esso non grava nessuna città importante. Riportiamo una sintesi dei siti più interessanti che si incontrano partendo dal confine albanese e arrivando fino alla cittadina di Preveza, dove incomincia l'itinerario interno.

Dintorni di Igoumenitsa Sono ancora ricchi di risorse anche in piena stagione. Verso nord , e cioè nel breve tratto tra Igoumenitsa e il confine albanese, è da segnalare il villaggio di Sagiada, tutto pace e natura, con il suo porticciolo ed i suggestivi dintorni di spiagge, lagune e colline dove le sole presenze sono quelle di alcuni pastori e qualche yacht in cerca di riparo e di solitudine. Verso sud segnaliamo innanzi tutto il centro di Plataria, di recente sviluppo, e le splendide baie di Sivota e Perdika: in piena stagione si registra un certo affollamento, peraltro sopportabile, ma esplorando le baiette vicine si trovano tante sistemazioni che a provarle tutte se ne andrebbe una vacanza intera.

Parga Il più grazioso dei paesi costieri, ancora esente da forme importanti di degrado, al centro di una insenatura e di una costa stupende. Ma letteralmente inavvicinabile in agosto, per l'invasione di turisti invadenti e chiassosi e delle loro automobili, che occupano i bordi della strada per lunghi tratti ben oltre i confini dell'abitato: in quel periodo l'atmosfera di un tempo è solo un lontano ricordo. Ma fuori stagione è tutta da godere,

Villa Sarakina Bella insenatura, segnalata da un bivio nei pressi di un valico poco a sud di Perdika. Guardatevi dalla tentazione di scendere: al termine della discesa la strada si stringe angosciosamente, mancano spazi di parcheggio, e si registrano paurosi grovigli di auto che non riescono ad andare né avanti né indietro.

ammoudiàAmmoudià Stupenda baia alle foci dell'Acheronte. Prima c'erano pochissime case e un paio di ristorantini: oggi i punti di ristoro si sono moltiplicati, e si è instaurata un'area di campeggio libero frequentatissima. L'atmosfera è molto allegra anche la sera, e l'affollamento é sempre sopportabile (forse perché il sito non è ancora citato su nessuna guida). Un comodo imbarcadero permette di effettuare stupende escursioni nautiche sia risalendo il fiume che avventurandosi in mare lungo la splendida costa rocciosa che si estende verso sud. Magnifica è anche la lunga spiaggia, tenuta ammirevolmente pulita e dotata di docce. In definitiva uno dei siti ancora di maggior fascino per il plein air. Ammoudià

Vrachos e Lygia A sud di Ammoudià la strada si addentra e corre alta sulla costa: tuttavia numerose deviazioni permettono di raggiungere una litoranea solitaria e quasi continua. Per chi ama la solitudine non c'è che l'imbarazzo della scelta, soprattutto lungo la costa a sud di Lygia, sapendo anche che ovunque si trova sempre a poca distanza il solito ristorantino. Chi vuole invece un minimo di compagnia scenda a Lygia dirigendosi poi lungo la costa a nord dell'abitato. Troverà subito un sito bellissimo frequentato da pochi camper nei pressi di un ristorante: bella spiaggia con rocce sparpagliate qua e là, e mare cristallino. Più a nord, verso Vrachos Beach, l'affollamento e l'urbanizzazione crescente rompono invece l'incanto.

SORGENTI DELL'ACHERONTE

acherontePresso le foci dell'Acheronte, in fondo alla piana che si trova dietro la citata spiaggia di Ammoudià, si trova una collinetta detta Necromantìon. Nell'epoca classica la piana era invasa dalle acque e questa collinetta era un acheronteisolotto. Qui c'era un luogo sacro, dove venivano portati i morti, che sarebbero poi stati accompagnati nell'Ade risalendo in barca il corso del fiume. Viene spontaneo a questo punto di chiedersi cosa avesse fatto credere agli antichi che questa fosse la porta dell'altro mondo. La risposta si ottiene risalendo l'Acheronte. Così facendo si giunge infatti ai piedi di una catena di montagne imponenti, e probabilmente invalicabili a quel tempo, dato che il solo passaggio per giungere dall'altra parte (dunque nell'altro mondo) era costituito da una stretta gola percorsa da forti correnti di acque gelide, che proprio in corrispondenza del punto più stretto sgorgavano da ogni parte tumultuosamente attraverso una miriade di sorgenti, quasi a voler sbarrare il passo ad ogni costo.

Oggi questa risalita è assai più allegra. Arrivati a Glikì, dove la strada per Ioannina passa sull'Acheronte, troviamo un ristorante che si acheronteè installato proprio sotto il ponte colonizzando anche le acque. Due comode strade, asfaltate per quasi 2 km, con ampi spazi di parcheggio al termine, risalgono la corrente su ambo le rive, e lungo tutto il percorso c'è una allegra invasione di punti di ristoro, assai discreti, con le sedie e i tavolini anche in acqua. Dal termine della strada in poi è stato inoltre attrezzato un facile camminamento che porta senza difficoltà alcuna alla gola e alle sorgenti. Nel tratto di fiume che va dai parcheggi posti al termine acherontedelle strade e Glikì (2 km) è stato infine organizzato un rafting, ed il percorso, per la sua bellezza ed il tipo di corrente, sembra particolarmente adatto ad esercitare questa attività con molto divertimento e poco rischio.

Tutto il percorso di risalita offre panorami spettacolosi sulle montagne, e scorci ancora più suggestivi quando si entra nella gola, accompagnati dal suono delle numerose sorgenti che gorgogliano lungo le pareti rocciose, fuoriuscendo dalle fenditure e dalle radici dei grandi platani. Si procede prima su passerelle, poi a guado e alla fine a nuoto finché si esce dalla strettoia verso il cuore della montagna. E molti sono i visitatori, tutti greci. Spesso più di quanti si trovino alle foci, sul mare. Ma la moltitudine, in questo ambiente, non dà alcun fastidio.

 
 

DODONI

A Preveza si abbandona la costa e si segue la nazionale per Ioannina. Otto chilometri prima di questa città si incontra una laboriosa deviazione sulla sinistra, che sale a questo complesso archeologico insolito e spettacolare, in uno scenario solitario e suggestivo al centro di una conca circondata da aspre montagne. Si tratta di un complesso di costruzioni dedicate a riti religiosi, sport e spettacolo, tra le quali si segnala per grandiosità e conservazione il teatro. Località molto suggestiva anche per la sosta in camper: oltre tutto le fresche ore del mattino sono le migliori per la visita.

GROTTE DI PERAMA

Si trovano presso l'aeroporto di Ioannina, e sono ben segnalate e discretamente attrezzate. La bellezza delle concrezioni è di valore assoluto, e ne fa la grotta più importante di tutta la Grecia.vikos

GOLE DI VIKOS: le zone alte

Anche questo parco nazionale è praticamente conosciuto e frequentato da soli greci, e neppure tanti. Le gole, caratterizzate da un rapporto tra profondità e ampiezza così elevato da essere inserite nel Guiness dei primati, costituiscono il fulcro di un grande parco nazionale montano, al quale mancava soltanto il supporto di strade buone e di una promozione turistica efficace, che oggi è stato loro fornito in maggior misura che in passato.

vikosUna dozzina di km dopo aver superato Ioannina in direzione di Kozani si trova il bivio per Monodendri: anni fa si trattava di una stradina dissestata, con traffico scarsissimo: oggi troviamo invece una strada nuova e liscia, che dopo pochi chilometri, in prossimità di un valico, presenta anche un posto bellissimo per dormire. Si trova vicino ad un ristoro, dove una breve deviazione sale verso un monumento (monumento alle donne della Zagorià), con annesso ampio piazzale di parcheggio, stupendamente panoramico su tutta la pianura e sulle montagne. Proseguendo vikossi raggiunge rapidamente Monodendri (il nome significa "unico albero", con evidente riferimento alla piazzetta principale dove un unico immenso platano situato al centro getta ombra sui tavoli di un ristorantino all'aperto), che ieri era solo un tipico paese di montagna poco conosciuto e un po' malandato, mentre oggi è un florido centro turistico perfettamente rimesso a nuovo. E altrettanto rimessi a nuovo sono i sentieri, lastricati e cosparsi di abbondanti segnalazioni, che convergono da ogni parte verso l'ingresso alle gole, segnato dai resti di un monastero abbandonato. La sola cosa rimasta uguale è il vertiginoso e lungo sentiero che, sviluppandosi sopra una esile cengia tagliata sulla parete a picco, corre per quasi 1 km a mille metri di altezza, aprendo squarci da infarto sulla gola sottostante. Una moltitudine di giovani, corre normalmente con una sorta di incoscienza quasi irritante lungo il percorso, trasmettendo però in questo modo fiducia a quelli che hanno un approccio, diciamo cosi, più razionale nei confronti del pericolo. In ogni caso la bellezza impressionante dell'ambiente produce una specie di ipnosi, tipica delle bellezze orride, che lega il visitatore per un tempo molto lungo.monodendri

Si può raggiungere poi, grazie ad una strada recentemente migliorata, un secondo belvedere, di accesso più tranquillo ma forse anche più spettacolare. All'uscita di Monodendri la strada prosegue infatti con un facile sterrato senza indicazioni. Seguitela, e in breve vi troverete immersi in un fantastico paesaggio di "sfingi" (così chiamano da noi quei blocchi di roccia stratificata che talora somigliano alla celebre statua egizia), fino ad un magnifico pianoro (dotato anche di una fontana, e quindi frequentato dai camperisti per la sosta) circondato da queste formazioni rocciose. Qui si trova una indicazione per la località Oxià, che dista circa 1 km, nel punto dove la strada termina in un piccolo piazzale, ed inizia un breve sentiero che porta ad un belvedere. Si tratta di un nido d'aquila dal quale si abbraccia in una visione unica e grandiosa tutta la gola, apprezzandone la selvaggia bellezza con il minimo sforzo ed il minimo rischio.

Ma il parco delle gole di Vikos non è soltanto spettacolo: infatti a dispetto delle apparenze che lo fanno sembrare arduo e inviolabile esso è altamente fruibile. Il fondo delle gole è percorribile per una decina di chilometri, cinque dei quali facili e ben attrezzati, e si raggiunge da vari punti, dall'alto e dal basso. Inoltre le montagne che ne costituiscono la spettacolosa cornice, con le loro ardite e tormentate creste dolomitiche, sono percorse da molti sentieri di ogni grado e difficoltà, che partono da centri di vacanza papingocaratteristici e ben conservati.

Le montagne

Tornati sulla nazionale per Kozani si incontra dopo una ventina di chilometri il bivio per Aristi, Vikos e Papingo. La strada prima sale fino ad Aristi. Da qui si può deviare per Vikos, da dove si può penetrare nel cuore della gola da mezza altezza: non ne vale la pena, poiché il fiume é secco ed il sentiero disagevole e poco panoramico. Proseguendo diritti da Aristi si scende poi sul fiume Voidomatis (quello che crea la gola) in un parcheggio assai comodo. Da qui parte un comodo e breve sterrato che porta in pochi minuti ai resti del monastero di Panagia Spiliotissa (Madonna delle grotte), un tempo abbandonati, e oggi in fase di restauro. Il santuario si erge su di una guglia rocciosa e dall'alto del campanile si può ammirare una bella vista sul fiume che serpeggia tra il verde cupo e le ripide pareti rocciose. Dal parcheggio partono due sentieri, uno verso monte e uno verso valle, di 5 km ciascuno, che percorrono le gole di Vikos sul fondo, seguendo il corso del fiume. Quello vero monte è più aspro e difficile, e dopo il primo chilometro l'acqua comincia a mancare, Assai più bello e facile il secondo, che tuttavia conviene prendere da valle, come vedremo in seguito.papingo

Proseguendo in camper dopo il parcheggio la strada si inerpica per numerosi tornanti (terribili a vedersi ma facili a farsi) verso Papingo. Superata la salita si trova un altopiano da cui si hanno delle vedute splendide sul monte Timfi (2500 m), e alla fine si arriva a Papingo bassa. papingo

Anche da qui partono sentieri verso le gole, ed il paese è assai grazioso e intatto, come tutti quelli della zona, e merita una visita. Ma per effettuare delle escursioni conviene attraversarlo (il passaggio è angoscioso ma brevissimo) e portarsi a Papingo alta, poco distante. Da qui le indicazioni vi condurranno sia in cresta per sentieri lunghi e difficili sia verso mete più vicine ed accessibili. Ne vale la pena, soprattutto se non fa troppo caldo. Notevole è l'aumento del turismo rispetto al passato, anche se ancora limitato ai soli greci.

GOLE DI VIKOS: sul fondo del baratro

Il punto migliore per esplorare il fondo delle gole di Vikos si ha nei circa 5 chilometri a valle del parcheggio citato in precedenza, e dell'ingresso nel canon vero e proprio. Il percorso è comodo e pianeggiante, la gola ha pareti più basse ed è più luminosa e facile da vikospercorrere, e il paesaggio è assai vario: inoltre le acque sono abbondanti, rendendo l'escursione quanto mai piacevole.

L'inizio della escursione si trova tornando sulla nazionale e procedendo ancora per pochi chilometri verso Kozani: ad un certo punto si passa su di un ponte sul fiume Voidomatis: subito dopo un bivio, e una strada asfaltata, conducono in breve all'hotel Farangi (le gole), isolato nei pressi di un vecchio ponte, e con ampi spazi di parcheggio. Accanto al ponte inizia il sentiero, molto ben attrezzato, che risale il fiume passando accanto a dei platani giganteschi, penetra entro spettacolari meandri scavati tra le pareti a picco, attraversa dei magnifici boschi di platani secolari, e giunge anche alle rovine (restaurate) di un piccolo monastero, che conserva ancora una cappella con pregevoli dipinti. Poi prosegue così fino a che arriva a Panaghia Spiliotissa ed al parcheggio segnalato in precedenza. Lungo tutto il percorso molti sono i punti che invitano a sostare, e magari anche ad una bella rinfrescata, la cui durata difficilmente supera i pochi secondi, perché la temperatura delle acque è veramente polare. La più invitante delle spiaggette si trova tuttavia proprio all'inizio del sentiero, nei pressi del vecchio ponte.ponte

Vale la pena a questo punto di procedere ancora un poco, fino a Konitsa, dove l'attenzione viene subito catturata da un altro bellissimo ponte incorniciato dalle pareti di un'altra splendida gola: si tratta della gola dell'Aoos, che fa ancora parte del Parco (che infatti si chiame parco nazionale di Vikos - Aoos). Un comodo sterrato risale a lungo la gola, che può anche essere percorsa sul greto del fiume, le cui acque sono meno abbondanti di quelle del Voidomatis, ma proprio per questo assai meno fredde, anche se meno limpide. Un bagno in queste acque tiepide è l'ultimo ricordo di questo splendido parco. Dopo di che non resta che tornare a Igoumenitsa per la via più breve e diretta.

(Per maggiori dettagli: PleinAir 347, Giugno 2001; PleinAir 261, Aprile 1994)

 
 

 
     
     
     
     
     

 

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