Masters Italia BoemiaMAGICA BOEMIA


Una ricca oleografia descrive la Boemia come un paese fiabesco, caratterizzato da una natura maestosa e serena, da castelli incantati e cittadine civettuole che sembrano uscire dalle pagine di un libro di favole. Ebbene, una volta tanto la oleografia corrisponde fedelmente alla realtà e il pleinair itinerante rappresenta lo strumento ideale per cogliere queste magiche atmosfere, adatte come poche a farne rivivere lo spirito originario in tutta la sua purezza.

 

 
 

a Repubblica Ceca è da sempre la Mitteleuropa per eccellenza: lo era sotto l'impero asburgico e, dopo la parentesi del periodo comunista, oggi è tornata rapidamente ad esserlo. Con poche eccezioni (come una certa residua pigrizia statalista nelle attività commerciali) tutto rispetta gli attuali standard europei: moneta convertibile, uso diffuso delle carte di credito, larga disponibilità di beni di consumo, motorizzazione diffusa, città pulite ed ordinate, servizi pubblici efficienti, passaggi di frontiera veloci e tra poco anche i prezzi.

La natura è dolcissima e l'armonia con la presenza dell'uomo e delle sue opere è ovunque ammirevole e raggiunge vertici di quasi perfezione in alcune zone come le cittadine termali di Marienbad e Karlovy Vary. La rete stradale è ottima anche nelle strade secondarie, tutte numerate e dotate di una segnaletica perfetta (a parte gli attraversamenti delle città) e perfettamente corrispondente a quanto riportato sull'ottimo atlante stradale al 200.000 reperibile a Praga e indispensabile a chi voglia mettere il naso fuori dai circuiti più battuti (le carte vendute in Italia sono in questo del tutto insufficienti). Nessun problema esiste per la sosta in pleinair: molti sono i campeggi, moltissime le aree naturali semiattrezzate e ancora più numerose le aree di parcheggio in posizione paesisticamente valida, quasi sempre gratuite per la notte e talora anche durante il giorno. Per circolare sulle autostrade occorre munirsi di un abbonamento annuale. Qualche disagio può derivare dal tempo spesso piovoso, dalla lingua, e soprattutto dalla disposizione dei punti di interesse che costringe il turista che non vuol perdere niente a continui su e giù lungo la rete stradale. L'itinerario che segue si propone anche di minimizzare questo inconveniente.

Molto utile è la "guida verde" del T.C. che, anche se un po' datata, talvolta oscura nelle indicazioni e discutibile nell'attribuzione delle "stelle", si fa apprezzare per l'insolita enfasi che pone non solo agli aspetti architettonici ma anche a quelli naturalistici.

KameniceNON SOLO PRAGA

In una vacanza pleinair la natura dovrebbe sempre avere un ruolo prevalente, anche quando le nazioni visitate posseggono grandi tesori di arte e tradizioni illustri. Il che non vuol dire trascurare le città d'arte, ma semplicemente non snaturare il significato stesso del pleinair con la cattiva abitudine di muoversi e sostare soltanto in ambienti urbanizzati come nei grandi viaggi di cui sento parlare tanto spesso, e che non sono altro che un passare da una grande città all'altra e da un parcheggio all'altro, senza mai il piacere di una sosta nel silenzio della natura, di una passeggiata in montagna, di un bagno ristoratore.
Se qualcuno vuol provare come è più bella e distensiva la visita alle città d'arte, castelli, chiese e musei quando viene sapientemente inserita in un contesto di vera vacanza nella natura, e come ciò arricchisca il corpo e lo spirito più del forsennato vagare attraverso le capitali non ha che seguire questo itinerario. Senza correre troppo.
G. C
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Come arrivare. Proponiamo di entrare seguendo il percorso Tarvisio - Salisburgo Linz - Gmund - Trebon. Così facendo si seguono anche le abitudini dei ceki, perché si entra dalla Boemia meridionale, dove si trovano le zone privilegiate per le loro vacanze: il bacino medio e alto della Moldava e la Sumava. Attorno a questo comprensorio naturale di vacanza ci sono poi delle splendide realtà architettoniche, che riportiamo nell'ordine in cui si incontrano.

Trebon. Il centro è raccolto attorno alla sua grande piazza (la prima delle innumerevoli e bellissime "nàmesti" di questo paese) ed al suo grande castello, dalle linee semplici e nitide. Il tutto sembra quasi un giocattolo turistico per quanto è curato e piacevole. Le mura che circondano il borgo sono in gran parte trasformate in file di case variopinte. Uscendo dalla porta del castello nuovo o Novohradska Brana si svela poi il tipo di paesaggio entro il quale si inserisce Trebon. Si tratta di un ambiente un tempo palustre e malsano e bonificato dai Rosemberg che lo hanno trasformato in un grande parco verde con tanti stagni e un fiorente allevamento di pesci. Lo stagno adiacente al paese è attrezzato per il tempo libero, con percorsi pedonali e ciclabili, aree picnic e un campeggio molto frequentato dai locali, anche perché gli stagni producono, oltre al pesce, fanghi curativi.

Castello di Hluboka. A poca distanza da Trebon verso Ovest è uno dei più famosi e frequentati. Si trova in un'ansa della Moldava, in cima ad un colle circondato da un grande parco verde e da un grazioso borgo. Conviene pernottare nell' ampio parcheggio sotto al borgo per iniziare la visita al mattino prima delle 9.30 ed evitare file mostruose. Il castello è più spettacolare che artisticamente valido, ma la visita entusiasma soprattutto per lo sfarzo degli arredi, ed in particolare per le finiture in legno (vere e proprie sculture) che ricoprono pareti, soffitti, porte e architravi. La mobilia non è da meno. Nell'area del castello trovano anche posto una mostra di icone e dei punti di ristoro.

Zlata KorunaZlata Koruna (Corona d'oro). Si tratta di un piccolo borgo quasi tutto occupato da un Klaster (monastero) assai pregevole, ma soprattutto di una località dove finisce la grande discesa in canoa della Moldava che, partendo dal lago di Lipno, arriva fin qui in una decina di tappe ed è frequentata ogni giorno da migliaia di ceki di tutte le età. Come sempre accade nei posti tappa della discesa c'è una base nautica con possibilità di accamparsi, e ci sono scivoli che incanalano le acque per superare i dislivelli, e che costituiscono un vero parco di divertimenti per canoisti e bagnanti. Un ambiente incantato, come lo si immagina ascoltando le note della "Moldava", il famoso poema Ceski Krumlovsinfonico di Smetana, il maggior musicista ceko.

Ceski Krumlov. E' un "oggetto turistico" che sembra disegnato apposta per la gioia del visitatore.L'armonia delle linee architettoniche è quasi da fiaba, e non una sola costruzione moderna turba questa armonia. Il centro storico si snoda attorno ad una bellissima ansa della Moldava con i suoi ponti, le sue chiese, i suoi aguzzi tetti rossi e la scenografica torre del castello che domina il tutto. Il castello è così grande e ricco che una visita completa richiede cinque ingressi separati. Completa il quadro la moltitudine di canoisti che fa tappa nella cittadina in mezzo a scivoli, Ceski Krumlovponti, spiaggette e caseggiati pittoreschi.

Rozmberk. Da Ceski Krumlov si risale per un breve tratto la Moldava con la processione di canoisti che la discendono vi viene incontro. Si arriva così a questo scenografico castello che domina il minuscolo villaggio omonimo: sotto il castello scorre il fiume e si trova un boschetto dove i locali si accampano in tutta libertà e tranquillità. Tutt'intorno alcuni ristorantini, una bellaRozmberk chiesa e pochi negozietti. A fianco del castello l'antico borgo alto completa il quadro. La posizione defilata evita l'assalto del turismo di massa.

Lago di Lipno. Risalendo ancora la Moldava si arriva a questo bacino artificiale una miriade campeggi e di centri vacanza. Segnaliamo:
Il monastero di Vyssi Brod. Alla periferia del grazioso abitato questo imponente complesso si apprezza Lago di Lipnoper la scenografia e per i pregi architettonici.
Horni Planà. Tutto sommato è il centro meglio attrezzato: una stradina scende rapidamente dall'abitato al lago, dove sono belle spiagge, un campeggio, un ampio parcheggio, un rustico ristoro, ed un battello che fa la spola per uomini e mezzi verso la riva opposta.
Nova Pec. Base di pleinair veramente straordinaria, nel punto in cui la Moldava si immette nel lago. Risalendo il fiume finché la corrente non si fa troppo forte per proseguire ci si immerge per molti chilometri in uno stupendo ambiente di acque, boschi, canneti, isolotti e spiaggette. Presso il ponte che porta al villaggio c'è la base nautica, in un sito stupendo per campeggiare nella natura, con tanto di servizi e tariffa minima. Una intera giornata in canoa in questo meraviglioso mondo di verde e di acqua è consigliabile senza riserve. Dal villaggio partono poi una serie di percorsi ciclabili che si arrampicano vero il parco della Sumava. Si tratta di percorsi bellissimi e molto frequentati (il cicloturismo è diffuso tanto quanto il turismo nautico). Il migliore è quello che sale al laghetto di SumavaJeleni (con un ristoro molto frequentato poco prima dello stagno) e prosegue poi (segnavia blu) rientrando attraverso la strada che costeggia la Moldava.

La Sumava. Risalendo l'alto corso della Moldava ci immergiamo nel cuore della Sumava, ma non incontreremo situazioni come questa. Merita una sosta Borova Lada, per il suo bel campeggio Orlik- natura pochi chilometri a valle del paese, in una situazione che invoglia a facili escursioni a piedi e in bicicletta. Si respira l'atmosfera della montagna senza le difficoltà e le fatiche connesse.

Le roccaforti della Moldava. Con uno spostamento più lungo ci si porta portiamo ancora sulla Moldava, ma molto più a valle in una zona di una bellezza struggente ed eccezionalmente fruibile: si tratta del tratto di fiume che corre tra il castello di Zvikov (a monte) e il castello di Orlik (una dozzina di km più a valle). In quella zona il fiume scorreva un teMoldavampo entro gole spettacolose, che oggi una serie di sbarramenti hanno trasformato in un lungo e stretto lago artificiale delimitato da alte pareti di roccia, da unZvikov verde lussureggiante e da approdi rari, ma bellissimi. Presso questi approdi si trovano alcuni campeggi e i due castelli citati, arroccati su spettacolari speroni rocciosi. Un servizio di battelli permette di spostarsi velocemente tra i due castelli, visitarli e ammirare la bellezza dell'ambiente. Conviene dormire presso il bel parcheggio del castello diZvikov, (una grande roccaforte militare immersa nel verde, con interni di raffinata fattura, raggiungibile con una breve passeggiata nel bosco), visitarlo, imbarcarsi, effettuare la traversata (poco più di un'ora) fino al castello di Orlik (dai pregevoli arredi e circondato da un vasto e ben curato parco verde) visitarlo, e tornare sempre via acqua. Molti sentieri-natura uniscono inoltre le due località.Zvikov

Monastero di Kladruby. Più che deviare verso Pisek e di Tabor, belle ma un po' ripetitive , conviene andare verso la zona delle terme. Per strada si incontra questo splendido "klaster", grandioso e ricco di interessi. Inoltre, cosa abbastanza rara, con un piccolo supplemento potete anche fotografare gli interni.

Le città termali. Se si vuole avere una idea di come architettura urbana e natura possano integrarsi fin quasi alla perfezione andate a Marianske Lazne (Marienbad) e Karlovy Vary (Karlsbad). Visitando queste due località infatti non si capisce bene se si sta effettuando la visita ad una città o ad un ambiente naturale, tanto armoniosa è la fusione tra i due elementi.

MarienbadMarienbad (Marianske Laznè). E' più "coquette", ed inoltre presenta una possibilità di sosta eccellente nel parcheggio del cimitero, al confine con un'area verde attrezzata e vicino all'abitato, raggiungibile con una breve rampa pedonale. Il centro si snoda con magnifici palazzi attorno ad uno splendido parco verde, e termina nella stupenda ed ariosa zona delle terme, con la celebre galleria, la candida piazza antistante (i più frequentati punti di incontro), la "fontana che canta", tante aiuole fiorite e diverse sorgenti di acqua saporosa e ricca di sali minerali sotto le colonnate, liberamente accessibili per rifornirsi a volontà. Tutt'intorno altre piazze, chiese, e palazzi di nobile aspetto e di grande impatto visivo. Più dietro verde a volontà in tutte le direzioni, e una serie di dolci colline che occupano tutta la zona che separa questo centro da Karlovy Vary.

ChebCheb. Aspramente contesa tra ceki e tedeschi (il confine è vicino) ha i suoi punti di maggior interesse nella grande piazza centrale e nel castello, ma la piazza ha un aspetto molto originale, sia per la estensione che per lo stile delle vecchie case. Dopo la guerra la maggioranza tedesca abbandonò la città, che fu ripopolata immettendo massicciamente popolazioni nomadi, con pessimi risultati sia sul piano estetico che della sicurezza. Oggi Cheb è di nuovo sicura e di ottimo aspetto, e lungo il fiume che scorre sotto il castello si trova anche una area verde tranquilla e ideale per la sosta.

Karlovy Vary. E' la città termale più frequentata e nobile d'Europa. E' molto estesa e quasiKarlovy Vary totalmente pedonale, e il parcheggio non è facile e meno ancora lo è la sosta notturna. La città è mirabilmente sparpagliata in un ridente anfiteatro verde, in modo tale che le aree verdi si alternano ai palazzi di bello stile che spuntano dalla vegetazione facendo mostra di sé. Questa scena si può ammirare in tutta la sua suggestione dalla Petrova Vysina (colle dello zar Pietro il grande), un grande parco verde attraversato da molti sentieri che convergono su di un famoso sperone roccioso con relativo punto di belvedere.

Castello di Karlstein. Ci si diriga ora verso Praga, restando leggermente a sud della Carso BoemoKarlsteincapitale, nella balla regione del Carso Boemo (Ceski Kras, caratterizzato da dolci colline verdi e da una lunga gola attraversate dal fiume Berounka. Nel punto più bello si trova questo spettacoloso castello, che costringe il visitatore ad una lunga passeggiata (l'area è interamente pedonale) attraverso l'animato e molto turistico borgo e poi lungoKarlstein la strada che risale il colle in cima al quale sta abbarbicato l'antico maniero. La visita guidata è molto costosa, ma lo spettacolo sta quasi interamente nelle parti esterne liberamente accessibili, e dalle quali si godono delle viste straordinarie.

Praga. Siamo finalmente a Praga. Conviene entrare da ovest lungo l'autostrada di Plzen. Al termine seguire le indicazioni per "Golf Hotel" e Caravan Camp". Si arriva al campeggio in cinque minuti dopo il termine dell'autostrada. I servizi sono essenziali, ma l'area è tranquilla e non appena usciti c'è la fermata del tram n° 9, che vi porta confortevolmente in centro in poco più di un quarto d'ora. Passa ogni 4 minuti con puntuPragaalità asburgica e tocca anche le zone commerciali per gli approvvigionamenti, distanti pochi minuti. I biglietti si vendono al campeggio, dove c'è anche un ristoro e si vendono pane e latte. Praga è una delle città più belle del mondo, le informazioni non mancano e possiamo soltanto aggiungere le nostre impressioni. La prima è data dallo splendore diffuso che circonda il visitatore ad ogni metro. Non un solo punto della città interrompe questa sensazione. La seconda è data dalla atmosfera luminosa e gioiosa che pervade ogni angolo; la terza è la sua funzionalità (pulizia, efficienza dei servizi e dei rasporti, traffico ordinato, facilità di orientarsi da soli). Infine, in Agosto, la sensazione di essere a casa nostra: Praga è letteralmente invasa dagli italiani e l'italiano è la sola lingua straniera un po' compresa dai locali .Malgrado si tratti di una grande capitale si può mangiar bene e in abbondanza in punti anche suggestivi (ad esempio la piazzetta sotto il famoso ponte di Carlo) a poco prezzo. Tre giorni ci stanno tutti.

Paesaggi di fiaba. La zona che si trova a nord - nordest di Praga è dal punto di vista paesistico forse la più bella del paese. Le regioni più interessanti portano nomi significativi come "Svizzera Ceka" eSvizzera Ceka "Paradiso Ceko", pienamente meritati. Le caratteristiche che più si apprezzano di questo ambiente sono le fantastiche formazioni rocciose che si trovano un po' dovunque, l'atmosfera di montagna che si respira, malgrado le quote siano da modeste collinette, le bellissime casette di legno sparse dappertutto ePsovka Kokorin in genere il paesaggio da fiaba che tutto pervade. Si deve uscire da da Praga in direzione di Melnik e qui deviare sulla destra per la strada 2733 che costeggia il fiume Psovka. Si attraversa una serie di gole (dul) strette tra pareti rocciose dalle forme fantastiche fino al castello di Kokorin, tra un verde fitto e immani formazioni rocciose. Poco più a nord si incontra il villaggio di Vojtechov, e da qui a Duba si attraversa una sorta di museo all'aperto, con tante dolcissime casette dalle forme molto caratteristiche e molto curate, immerse in un ambiente di fiaba. Per gustarne la bellezza conviene lasciare il camper a Vojtechov e usare la bici. Si prosegue poi fino a Decin e da qui, risalendo l'Elba, fino al posto di confine di Hrensko.

Gole del Kamenice. a Hrensko il fiume Kamenice si riversa nell'Elba e la strada che lo risale immette nella Svizzera Ceka. Dopo un chilometro sostate e seguite a piedi il sentiero che risale il fiume. Si tratta un bellissimo percorso attrezzato che serpeggia dentro una gola, e dopo una ventina di minuti raggiunge un rifugio con imbarcadero. Da qui alcune barche trasportano i turisti per un tratto altrimenti Kameniceinaccessibile, di spettacolosa bellezza, raggiungendo KameniceIjcinun altro rifugio; qui il sentiero prosegue per altri 2 km fino ad un altro imbarcadero. Dopo un'altro tragitto in barca si può infine raggiungere a piedi, salendo in cima alla gola, il villaggio di Mezna e poi Mezni Luka. Qui msi trova anche un grande parcheggio ottimo per la sosta notturna, al termine (o all'inizio) della escursione.

Rupi di Prachov. Scendendo a Ceska Kamenice si raggiunge Cesky Raj o Paradiso ceko. Occorre scendere lngo la E442 fino a Turnov e di qui ad Ijcin (non perdetevi questa deliziosa cittadina trascurata dalle guide). Qui troverete i segnali per Prachov. Giungerete ad un parcheggio in località Cesky Raj: proseguite ancora ed arriverete ad un rifugio con annesso parcheggio, dove convergono tutti i sentieri che attraversano con arditi passaggi un paesaggio Prachovincredibile e fantastico: qualche volta il termine "paradiso" appare inappropriato perché il sito evoca piuttosto immagini da inferno dantesco. Il tracciato dei sentieri è ben studiato e ben tenuto e regala al visitatore tre ore indimenticabili. Prachov

Paradiso e dintorni. Visitate le rocce di Prachov ci si possono concedere variazioni sul tema vagando nei dintorni. Si trovano così il castello di Trosky, costituito da due torri panoramiche che svettano su tutto il comprensorio, il castello di Kost, circondato dal verde e da sentieri pedonali e ciclabili, il paese di Sobotka con il vicino castello di Humprecht, ma soprattutto i due bei laghi di Brezka, proprio sotto le rupi di Prachov, dove si trova una spiaggia con area balneare, un grande parcheggio, due campeggi e alcuni ristori.

Castello di Konopiste. Si trova al centro di un immenso parco verde, ed è preso di mira dal turismo di massa: ne conseguono il contorno di vendita di cianfrusaglie e le lunghe attese per le visite guidate. Ottimo è il parcheggio e bella la passeggiata che lo separa dal castello, ma nè l'architettura né l'interno possiedono a mio avviso valori che ne giustifichino il successo, che sembra dovuto esclusivamente alla vicinanza di Praga.Prachov

Telc. Il percorso si chiude nella stessa zona da cui ha preso le mosse in questa bella cittadina, il cui Telcinteresse si concentra attorno alla piazza e al castello. La piazza possiede un fascino particolare per la sua immensità e per la bellezza degli edifici allineati lungo il perimetro. Notevole anche il castello ad essa adiacente.

(Per informazioni più dettagliate vedi PleinAir n° 333, Aprile 2000)

Giorgio Ciancio

Telc Telc